Genova, 21 ottobre 2026 – Improvvisazione, mancata pianificazione e ora il rischio di un enorme spreco di denaro pubblico. Il “Piano Scuola Connessa” rischia di trasformarsi da investimento strategico per la digitalizzazione della scuola in una beffa per gli istituti scolastici e per i contribuenti. Nel 2021 quasi l’80% delle scuole italiane aveva aderito all’iniziativa ministeriale, nell’ambito della Strategia Nazionale per la Banda Ultra Larga, con l’obiettivo di portare negli edifici scolastici connessioni in fibra ad alte prestazioni attraverso un investimento pubblico significativo. A distanza di cinque anni dall’avvio del progetto e con l’avvicinarsi della scadenza delle convenzioni, emerge una questione che il Ministero dell’Istruzione e del Merito non può più ignorare. LA BEFFA: 400 EURO AL MESE PER MANTENERE LA FIBRA Secondo le segnalazioni ricevute da tecnici e operatori del settore, le linee in fibra ad altissima velocità realizzate nell’ambito del Piano, una volta terminata la copertura prevista dalla convenzione, rischiano di non poter essere mantenute alle condizioni economiche originarie. I costi prospettati per la prosecuzione del servizio arriverebbero, in alcuni casi, a circa 400 euro al mese per ciascun plesso. Una cifra difficilmente sostenibile per i bilanci delle istituzioni scolastiche, soprattutto considerando che si tratta di infrastrutture realizzate proprio grazie a un investimento pubblico. La fibra ultraveloce posata, collaudata e resa disponibile alle scuole rischierebbe di essere disattivata perché gli istituti non dispongono delle risorse necessarie per sostenere i nuovi canoni. Un investimento pubblico importante rischierebbe così di trasformarsi in una vera e propria “cattedrale nel deserto” tecnologica.
«Non possiamo parlare di Scuola 4.0, transizione digitale e innovazione – dichiara Maria Guarino, presidente regionale ANIEF Liguria – e contemporaneamente lasciare le scuole nella condizione di dover scegliere tra una fibra ultraveloce, che non riescono economicamente a mantenere, e una connessione più lenta ma sostenibile per il bilancio». «Se una rete è stata realizzata con risorse pubbliche per garantire alle scuole connettività ad alte prestazioni, è necessario assicurare anche una strategia di continuità del servizio. Altrimenti si rischia di disperdere proprio l’investimento che avrebbe dovuto accompagnare la scuola nella trasformazione digitale».
ANIEF chiede al Ministero dell’Istruzione e del Merito un intervento urgente per: 1. evitare la dismissione delle infrastrutture realizzate, garantendo la continuità delle connessioni in fibra ad alte prestazioni; 2. negoziare a livello centrale condizioni economiche sostenibili, evitando che ogni singola scuola debba affrontare autonomamente il problema; 3. garantire adeguate risorse finanziarie, individuando una copertura specifica e strutturale per la connettività delle istituzioni scolastiche; 4. chiarire formalmente la ripartizione degli oneri tra Stato, scuole ed Enti Locali; 5. trasformare la connettività ad alte prestazioni in un servizio strutturale, evitando che investimenti pubblici pluriennali vengano vanificati dalla semplice scadenza di una convenzione. La digitalizzazione della scuola non può essere una politica a termine. Le scuole non possono essere costrette a spegnere la fibra che lo Stato ha appena pagato per installare. Serve una scelta chiara: salvaguardare l’investimento pubblico, garantire la continuità del servizio e impedire che il costo della transizione digitale venga scaricato sui bilanci già insufficienti delle scuole .