Prima conferenza stampa per la Rassegna della Canzone d’Autore 2026 del Club Tenco.
Le Targhe Tenco “battezzano” la Rassegna della Canzone d’Autore
Prima serata, questa sera alle 21:00, al Teatro Ariston di Sanremo con i vincitori delle Targhe 2026. Migliore Album in Assoluto: Caparezza, Orbit Orbit; Album in Dialetto: Carmen Consoli , Amuri Luci; Opera Prima: Piji, Sta registrando audio…; Miglior Interprete: Avincola, Avincola canta Carella; Canzone Singola: Emma Nolde Quello che deve essere sarà; Album a Progetto: Filippo Graziani, Buon compleanno Ivan. La prima serata è condotta da Neri Marcorè.
«Contento di tornare qui al Tenco e sta diventando una bellissima abitudine – così Filippo Graziani, figlio del cantautore Ivan -. Il dopo Tenco è la parte più divertente per motivi che ben sapete. Stasera ho un brano a disposizione, ho pensato cosa a fare e mi piacerebbe farvi una sorpresa. Ho scoperto, in questi anni di trour con il disco, il posto di papà nel cuore della gente, ed è un posto molto importante».
«Ritornare è bellissimo e responsabilità ulteriore – ha aggiunto Emma Nolde – Porterò canzoni mie, solo chitarra elettrica e voce. A me piace moltissimo farle, in un teatro così togliere il più possibile serve a lasciare che il testo emerga più chiaramente, senza distrazioni anche piacevoli. Sto scrivendo molte canzoni, spero che parlino agli altri come parlano a me. Siamo molto affascinati, adesso, dal togliere. Come Generazione non siamo più catturati dall’effetto speciale».
«Abbiamo registrato in presa diretta questo disco – spiega Avincola -. Il mio scopo è quello di fare riscoprire Enzo Carella. È un invito ad essere curiosi. Oggi non lo siamo più, non abbiamo più il piacere di faticare a scoprire qualcosa. In Italia abbiamo cantautori bravissimi, che però sono rimasti nel dimenticatoio».
«Se la gente è contenta non distrugge le città»
«Se la gente è felice non distrugge le città». Parole della cantautrice siciliana Carmen Consoli, habituée del Tenco. «Vuol dire – ha spiegato – che c’è del malcontento, del disagio. Se si conosce, si sceglie, e si interpreta la crisi nel senso greco. Ossia separare, setacciare per poter decidere. Sono partita da Teocrito, siciliano di Siracusa, che ha scritto cose che commuovono ancora oggi. L’amore è la luce: la conoscenza è inscindibile dall’amore e dalla felicità. Noi non sappiamo niente, per questo dobbiamo essere sempre come Odisseo, andare sempre avanti. La canzone Amuri Luci è dedicata a Giovanni, fratello di Peppino Impastato, che continua a portare avanti la sua attività».
«Un uomo senza curiosità è un uomo morto»
«Sono stati accolto nel mondo del cantautorato, nonostante il mio modo di scrivere ibrido – così Caparezza, al secolo Michele Salvemini -. Il mio imprinting sono stati il rap e i Run DMC. Però ho diverse curiosità. Anche il cantautorato. Alla base di tutto, di tutti, ci deve essere la curiosità che è il principio della vita. L’altrove, l’aldilà, quello che non conosciamo. Un uomo senza curiosità è già un uomo morto, significa sopravvivenza sterile. È un dovere morale. La curiosità è anche alla base dell’empatia. Questo modello sociale si sta erodendo. Empatizzare significa indossare per un attimo i panni dell’altro e questo arriva perché c’è interesse per le vite degli altri. A me ogni album ha lasciato qualcosa. Non voglio demandare a una macchina gli anni della mia vita. L’esperienza non è il disco, sono gli anni di vita che gli dedichi».
«Qussta targa per me è molto importante – ha concluso Piji – È la fine di un percorso di qualche anno e la gioia di avere fatto questo primo disco. Avevo fatto EP, dei singoli, tantissimi concerti. La discografia di oggi è molto complessa e le questioni economiche sono molto importanti e spinose. Per chi inizia a fare il cantautore è previsto che sia benestante. Le case sono senza a portafoglio e non permettono di fare dei dischi. E lo si fa dopo molti anni. Anche se sono contento del fatto che così sono riuscito a farlo come lo volevo io. Le proteste di queste giorni mi piacciono molto. E sono contento che piacciano anche a voi».
«Bello perché è stimolante – ha detto Neri Marcorè- , si sentono molte riflessioni profonde e si imparano cose interessanti. È bello poter avere fiducia, uscire di casa e incontrare gente che sorride. È rassicurante».
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