L’Ente di Governo dell’Ambito (EGA) ha approvato il primo aggiornamento biennale della tariffa previsto dalla regolamentazione vincolante di ARERA. Il provvedimento sblocca il Programma degli Investimenti proposto da Rivieracqua S.p.A., fondamentale per sanare le gravi carenze impiantistiche del territorio. Lo ha comunicato il presidente della provincia Claudio Scajola al Consiglio dell’ente.
ARERA sblocca il piano di investimenti di Rivieracqua
Per il quinquennio 2026-2030, gli investimenti passano da 45 a 133,1 milioni di euro (+88 milioni), portando la spesa pro-capite a 122,9 €/ab (rispetto ai vecchi 41,5 €/ab), ben oltre la media nazionale di 90,4 €.
«L’impatto sulle bollette è stato fortemente mitigato grazie a ben 50,26 milioni di contributi pubblici gratuiti intercettati e alla restituzione agli utenti dei conguagli nel rispetto delle prescrizioni ARERA: 2,29 milioni (relativi al biennio 2020-21), e 3,95 milioni (previsti dal 2029)». Comunica la provincia con una nota stampa. Gli aumenti, comunque, ci saranno. Inoltre viene inserito nel PEF anche il maggior valore dell’ex gestore IRETI aggiornato alla data del 30/6/2026 (maggior costo pari a circa 4 M€).
Il confronto con le altre tariffe
Tuttavia, a fronte di questo ingente sforzo economico, grazie alla programmazione e ai fondi pubblici, la bolletta idrica degli utenti di Rivieracqua si mantiene costantemente inferiore alle medie nazionali, come evidenziato dalle stime di spesa:
• Rivieracqua: 350,78 € (2025) → 381,39 € (2026) → 414,79 € (2027)
• Media Italia: 411,00 € (2025) → 435,66 € (2026) → 461,80 € (2027)
• Nord Italia: 365,00 € (2025) → 386,90 € (2026) → 410,11 € (2027)
• Centro e Sud Italia: tariffe decisamente più alte, con il Centro che sfiora i 557 € nel 2027.