Il programma

CeSVin: a Taggia convegno internazionale sulla qualità dei vini

Esperti italiani e francesi riuniti nell'ex convento di Santa Teresa

CeSVin: a Taggia convegno internazionale sulla qualità dei vini
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Il CeSVin di Taggia ospita un convegno internazionale sulla qualità dei vini: storia, tutela e sfide per il futuro. Venerdì 13 novembre, all’ex convento di Santa Teresa, una giornata di studi con esperti e docenti italiani e francesi

Il CeSVin organizza un convegno sulla qualità dei vini

La storia della qualità dei vini, il ruolo dei produttori e dei consumatori, l’evoluzione delle normative e le sfide della sostenibilità: saranno questi i temi al centro del Convegno dalle 9 alle 18. L’appuntamento, dal titolo “Una storia della qualità dei vini e dei diversi attori di tale qualità. Modelli, pratiche e normative”, vede coinvolti il Comune di Taggia, il CeSVin – Centro Internazionale di Studi per la Storia della Vite e del Vino, l’Associazione Produttori Moscatello di Taggia e l’Accademia di Agricoltura di Torino. La giornata riunirà studiosi, docenti universitari ed esperti italiani e francesi per un confronto sulle trasformazioni del settore vitivinicolo, dalle radici storiche alle prospettive future. Ad aprire i lavori saranno i saluti delle autorità e del vicepresidente dell’Ordine regionale dei Dottori Agronomi e Forestali della Liguria, Matteo Littardi, seguiti dall’introduzione di Alessandro Carassale presidente del CeSVin. Il convegno offrirà un’occasione di approfondimento sul legame tra vino, identità territoriale e ricerca, mettendo in dialogo conoscenze storiche, competenze enologiche e strumenti giuridici. Permetterà inoltre di far conoscere a tutti i relatori il territorio di Taggia e della Valle Argentina, dei suoi prodotti e delle eccellenze gastronomiche locali, in un’ottica di valorizzazione e di promozione su larga scala.

Il programma

La sessione del mattino, dalle 9 alle 13, sarà dedicata a “La conquista dell’enologia di qualità in epoca moderna e contemporanea”, con la moderazione di Vincenzo Ferrone dell’Università di Torino. Philippe Meyzie, dell’Université Bordeaux Montaigne, approfondirà il ruolo dei consumatori e degli appassionati nella costruzione della reputazione dei vini nel XVIII secolo; Giuseppe Rocca, dell’Università di Genova, illustrerà il processo di valorizzazione di un vitigno attraverso il caso del Cortese di Gavi. Seguiranno gli interventi di Serge Wolikow, dell’Université Bourgogne Europe, sulla qualità e sulle denominazioni nella Champagne dall’Ottocento a oggi, e di Alessandro Carassale, dedicato alla storia e alle strategie di valorizzazione di due vini di frontiera: il Rossese di Dolceacqua e il Bellet nizzardo.

 

Nel pomeriggio, dalle 14.30 alle 18, il confronto si concentrerà su “Il futuro del vino: sfide, strategie, sostenibilità”, con la moderazione di Enrico Gennaro dell’Accademia di Agricoltura di Torino. Interverranno Olivier Jacquet, dell’Université Bourgogne Europe, sul concetto di tipicità e sulla qualità dei vini a denominazione d’origine in Francia; Francesco Emanuele Benatti, dell’Unione Italiana Vini, sull’evoluzione della tutela normativa dei vini tipici e delle DOP dal 1904 al 2026; Vincenzo Gerbi, dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, sull’enologia di espressione per vini identitari. La sessione proseguirà con Alberto Cugnetto e Diego Saluzzo, dell’Accademia di Agricoltura di Torino e dell’Unione Giuristi della Vite e del Vino, che affronteranno il tema della sostenibilità economica della viticoltura collinare piemontese. Alessandra Ferrandino, dell’Università di Torino, analizzerà gli effetti delle risposte di adattamento della vite all’ambiente sulla qualità dell’uva, mentre Roman Raffray, dell’Université de Bordeaux, approfondirà le prospettive delle denominazioni d’origine sostenibili e dei vini di territorio.

Si continua l’anno prossimo a Bordeaux

«Il CeSVin – sottolinea  Carassale –, con voto unanime del Comitato Direttivo, a partire dello scorso marzo è entrato a far parte della Cattedra UNESCO “Culture e tradizioni vitivinicole”, che riunisce Università ed enti di ricerca di livello mondiale. Questo evento è il primo che il Centro Studi organizza sotto l’egida dell’UNESCO e rientra tra le attività scientifiche programmate per il biennio 2026-27. La giornata di studi, infatti, proseguirà in Borgogna il prossimo anno, presso l’Università di Digione, con una seconda sessione dedicata alla normativa vitivinicola europea e alle strategie di valorizzazione dei vini di qualità e dei territori».

«Ospitare a Taggia un convegno internazionale di questo livello significa valorizzare il legame tra la cultura del vino e l’identità del nostro territorio».  Così Chiara Cerri, consigliere comunale con delega al Commercio e alla Cultura. «Il Moscatello di Taggia – prosegue – testimonia come la ricerca storica, il recupero delle tradizioni e l’impegno dei produttori possano contribuire alla riscoperta di un patrimonio che appartiene all’intera comunità. Il confronto tra studiosi ed esperti italiani e francesi sarà un’occasione preziosa per approfondire questo percorso e riflettere sulle prospettive del settore. Investire nella conoscenza delle nostre eccellenze significa anche sostenerne la valorizzazione, con ricadute sul turismo e sulle attività economiche locali».