TAGGIA – Torna dopo vent’anni a Taggia il FAI (Fondo Ambientale Italiano), associazione che ha lo scopo di educare la popolazione italiana alla scoperta dei piccoli tesori nascosti del nostro paese, insomma, a promuovere tutte le realtà paesaggistiche,storiche e culturali che spesso sfuggono ai nostri occhi, con le sue giornate FAI di primavera.
Una data importante, perché è l’anno dedicato dal Ministero dei Beni Culturali ai borghi storici italiani, location quasi obbligata, dunque per il FAI provinciale, guidato da Carmen Lanteri, che ogni primo weekend di primavera propone una manifestazione: presentato oggi in conferenza stampa in comune, alla presenza dell’Assessore al turismo Orengo, al sindaco Gensduso, i comparti provinciali e regionali del FAI e del presidente del Centro Culturale Tabiese Giorgio Revelli l’evento che vedrà il centro storico taggese comeprotagonista.
Saranno dunque, domenica 26 marzo, aperti una serie di siti di interesse sparsi per il centro storico di Taggia in un viaggio ideale dal Medioevo al Risorgimento, dove i volontari FAI, coadiuvati dagli studenti del Colombo si adopereranno come ciceroni, in un progetto di alternanza scuola lavoro. I siti di interesse saranno i medioevali conventi dei Benedettini e Domenicani, la Chiesetta di San Martino ( di proprietà dei Baiaudi) e la Madonna del Canneto, si passerà poi al settecentesco complesso di Santa Teresa (convento di clausura e chiesa).
Per finire a Villa Curlo, apice, insieme alle vestigia della famiglia Ruffini, del contributo che Taggia diede con i suoi cittadini al Risorgimento italiano. Coinvolti nel progetto, oltre agli studenti del Colombo ed ai volontari FAI ( che allestiranno stand per il tesseramento e la raccolta fondi) ci saranno i volontari del centro culturale tabiese del presidente Giorgio Revelli, che coinvolgeranno le confraternite, i figuranti del corteo storico (Rione Pozzo) ed i commercianti di Taggia, con ristoranti e bar che presenteranno menú ed aperitivi dedicati nonché punti vendita di cannestrelli. Infine, per i tesserati FAI, o per coloro che sceglieranno di iscriversi in loco, sarà possibile ottenere l’accesso.
Esclusivo alla biblioteca del convento dei Domenicani, luogo dove, oltre a documenti storici di inestimabile valore è conservato un affresco del Bea, che vanta il primato di essere uno dei primi affreschi firmati della storia italiana.
Davide Izetta
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