Altro
zootecnia

2022: un anno da dimenticare per la zootecnia italiana

Un 2022 decisamente disastroso per la zootecnia italiana nel bilancio stilato da Coldiretti che chiede interventi a sostegno del settore

2022: un anno da dimenticare per la zootecnia italiana
Altro Imperia, 11 Gennaio 2023 ore 18:33

Il 2022 è un anno decisamente da dimenticare per la zootecnia italiana, messa in ginocchio dai rincari dei costi di produzione a cui si aggiungono i problemi creati dalla siccità e dagli animali selvatici.

Lupi, siccità e rincari per l'annus horribilis della zootecnia italiana

L'impennata dei costi di produzione ha colpito duramente il settore - basti pensare che i mangimi sono aumentati del 50%, i foraggi del 130% e i cereali del 75% - sul quale hanno influito negativamente i frequenti attacchi dei lupi alle mandrie in alpeggio e la scarsità di foraggio nei pascoli dovuta alla siccità.

In provincia di Imperia sono circa 80 le imprese di settore e, di queste, una sessantina allevano bovini da (razza piemontese) e da latte (all’incirca 2400 capi) mentre, la restante parte, si occupa prevalentemente di ovi-caprini contando in totale poco meno di 6000 capi.

“La zootecnica da carne e da latte" ha precisato il presidente di Coldiretti Gianluca Boeri "la si può definire un settore di nicchia che, pur non rappresentando numeri importanti a livello economico, riveste un grande valore in materia di biodiversità, mantenimento e tutela del territorio. I formaggi prodotti dai nostri allevatori sono prodotti ricercati e di alta qualità… vedi, ad esempio, la toma di Mendatica, la toma di pecora Brigasca, il Bruzzu della Valle Arroscia, il caprino di malga della valle Argentina, le formaggette della valle Arroscia – Argentina. Tutti prodotti che vanno tutelati e salvaguardati. Rappresentano la storia e la cultura della nostra provincia”.

"In provincia di Imperia, la zootecnia è un'impresa eroica..."

A tal proposito, nell’ottica di battersi per difendere la sovranità italiana alimentare, uno degli obiettivo per cui nacque Coldiretti nel 1944, il direttore Domenico Pautasso ha lanciato un grido di allarme indirizzato al Governo Centrale: “E’ un settore" ha spiegato "che ha bisogno di interventi per ripristinare i pascoli montani, infrastrutture idriche per il mantenimento dei pascoli e per l’abbeveraggio degli animali, interventi per migliorare la viabilità degli alpeggi e di un ammodernamento delle strutture adibite al ricovero degli animali. In provincia di Imperia, la zootecnia è un’impresa eroica…Basta dare tutto per scontato. Andando avanti così rischia estinzione: ma non lo permetteremo, progetti alla mano!”

 

 

Seguici sui nostri canali
Necrologie