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Caso Sclavi, Argentina Arma: "Nessuno ci ha preso in considerazione"

Il presidente Luigi Barisciani risponde al sindaco di Taggia, Mario Conio, in merito alla chiusura dello stadio Sclavi

Caso Sclavi, Argentina Arma: "Nessuno ci ha preso in considerazione"
Altro 06 Ottobre 2022 ore 12:17

Il presidente dell'Argentina Arma SSD RL, Luigi Barisciani, prende atto con una nota stampa del post social rilasciato ieri dal sindaco Mario Conio.

Argentina Arma "Lo Sclavi è terra di nessuno"

«Essendo una società sportiva neonata -scrive- non si è potuto fare altro che prendere atto di una situazione che dal 2018, dopo il fallimento della storica Argentina Calcio, si è protratta con un'escalation di "scarico di responsabilità" da parte di tutti; dalle società utilizzatrici (dalla prima all'ultima) nelle quali l'amministrazione del Comune di Taggia ha riposto fiducia nonché dell'amministrazione stessa in quanto troppo poco vigilante su un bene della collettività. Diventando di fatto l'Ezio Sclavi "Terra di nessuno».

"Nessuno ha preso la nostra disponibilità in considerazione2

«Ognuno ha le proprie responsabilità - continua il presidente Barisciani-  e quindi ad oggi la situazione del campo è diventata un problema anche per l'amministrazione stessa. Ispirandoci ai valori di quella Argentina che per anni ha reso orgoglioso il nostro territorio abbiamo, attraverso una serie di incontri finalizzati a definire le modalità reciproche di utilizzo, dato la nostra disponibilità a saldare debiti a noi non imputabili essendo come ribadito una società fondata nel maggio 2022. Purtroppo, la nostra disponibilità non è stata minimamente presa in considerazione».

«Questo -continua- avrebbe agevolato l’amministrazione da incombenze come il pagare bollette di luce e gas spettanti alle società utilizzatrici data la gratuità dell'impianto. Inoltre, normalità per noi è tenere pulito un campo sportivo senza ridurlo ad una discarica e revisionare un defibrillatore annualmente per la sicurezza dei ragazzi. È un dispiacere vedere l'Ezio Sclavi chiuso!»

Lo spostamento a Santo Stefano

«Il fatto di aver fatto appello ai comunicati stampa come mezzo per mettere in luce problematiche abbastanza risolvibili è stata l'ultima presa di posizione per cercare di smuovere nel più breve tempo possibile una situazione da tempo stagnante. Nessuna delle parti interessate -conclude Barisciani- ha compreso e ci ha permesso di intervenire. A questo punto abbiamo con rammarico dovuto spostarci nel comune limitrofo di Santo Stefano al mare per la serenità dei nostri ragazzi. Ci auguriamo di poter rivedere l'Ezio Sclavi nel pieno della sua attività!»

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