Colto da un infarto in treno, lo salva un 21enne con manovre di Primo Soccorso

Enzo è stato ricoverato in ospedale a Sanremo e ora Marco ha un amico in più. «Quando sono andato in ospedale a trovarlo, devo dire che ho ricevuto un gran bella accoglienza»

Colto da un infarto in treno, lo salva un 21enne con manovre di Primo Soccorso
Golfo Dianese, 29 Ottobre 2017 ore 10:47

Un magazziniere, di 21 anni, Marco Lacchin, fresco (si fa per dire) di un corso di "Primo Soccorso", effettuato al lavoro, che gli ha permesso di intervenire con le pratiche di rianimazione cardiopolmonare (il cosiddetto Blsd) su un uomo colpito da arresto cardiaco.

Arresto cardiaco in treno, salvato da 21enne eroe

L'episodio è avvenuto, il 6 ottobre scorso, ma la notizia trapela solo ora che l'uomo, Enzo Lucchese di Taggia, appartenente al gruppo "bikers against children abuse", è uscito dal coma ed ha incontrato il suo giovane "eroe". «Erano circa le 18 e stavo andando dalla fidanzata a Milano - racconta Marco, residente a Camporosso -. Come ogni weekend sono salito sul treno. Alla stazione di Arma di Taggia, dopo una breve sosta per far salire e scendere i passeggeri, il convoglio è ripartito, ma neanche dieci metri dopo, qualcuno ha tirato il freno di emergenza».

Prosegue Marco: «Io indossavo le cuffie, ma mi sono accorto del trambusto in corridoio. Quando mi sono affacciato, ho visto un uomo steso a terra con la faccia verso l'alto. Pensavo che fosse svenuto. Sono rimasto alcuni secondi a riflettere e poi, quando ho sentito una signora gridare aiuto (la moglie, ndr), sono subito inter venuto». Sarà perché in questi casi non sai mai come comportarti, ma di tutte le persone assiepate attorno all'uomo a terra, ce ne fosse stata una a intervenire. Beh, una a dir il vero c'era ed era proprio Marco. «Erano tutti fermi, indifferenti, che guardavano l’uomo a terra - racconta il giovane -. Nessuno che muovesse un dito, forse anche perché in questi casi è meglio non intervenire, se non si sa bene come comportarsi».

Giusto tre-quattro mesi fa, Marco, che lavora per una ditta che produce macchine da caffè (la Cbt Italia), in frazione Bevera, a Ventimiglia, aveva seguito uno di quei corsi aziendali, in cui si insegnano le manovre di primo soccorso. Nulla fu mai così provvidenziale. «Mi sono avvicinato all'uomo in terra e ho cercato di metterlo con la pancia all'insù. A quel punto ho iniziato il massaggio cardiaco. Tempo cinque o sei minuti, alla fine sono intervenuti i soccorritori, che hanno proseguito con le manovre di riabilitazione».

Tutto è bene quel che finisce bene. Enzo è stato ricoverato in ospedale a Sanremo e ora Marco ha un amico in più. «Quando sono andato in ospedale a trovarlo, devo dire che ho ricevuto un gran bella accoglienza e ciò mi rende molto soddisfatto, ma ancora di più l'aver compiuto un'azione di questo genere». Quanti vorrebbero sentirsi eroi per un giorno, poi hanno la fortuna di diventarlo.

Fabrizio Tenerelli

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