Collettivi in piazza

Decine di studenti alla finestra di Palazzo Bellevue contro la “campana dei bambini non nati”

Corteo fino al palazzo civico della Città dei Fiori. Curia presidiata dalla polizia. "Ma quale Stato, ma quale Dio, sul mio copro decido io"

Decine di studenti alla finestra di Palazzo Bellevue contro la “campana dei bambini non nati”

Decine di studenti in piazza, questa mattina,  per protestare contro la “campana dei bambini non nati” del vescovo della Diocesi Ventimiglia-Sanremo Antonio Suetta. Una piazza partecipata, soprattutto da giovanissimi.

 

Manifestazione contro la “Campana dei bambini non nati” del vescovo Suetta

Il presidio, organizzato dai collettivi studenteschi imperiesi Papavero Rosso e Spiraglio Imperiese, contro la campana, installata nella torretta della curia di Villa Giovanna D’Arco a Sanremo, che ogni sera dovrà suonare come una sorta di memoriale per i bambini non nati in seguito all’interruzione volontaria di gravidanza e che ha suscitato un acceso dibattito politico assunto anche agli onori delle cronache nazionali.

 

Alla manifestazione hanno aderito numerosi studenti, esponenti politici del ponente e varie associazioni del territorio. Dopo un primo presidio in Piazza Colombo, i manifestanti si sono spostati lungo Corso Garibaldi e Corso Cavallotti per raggiungere le finestre di Palazzo Bellevue, sede del comune della Città dei Fiori, evidentemente per chiedere una presa di posizione da parte delle istituzioni. Il corteo ha sfilato anche davanti alla stessa curia, presidiata dalla Polizia di Stato. Gli studenti hanno ribadito il diritto all’autodeterminazione della donna e quello all’interruzione volontaria di gravidanza, sottolineando la laicità dello stato italiano e le ingerenze della Chiesa Cattolica nella vita dei cittadini.  Slogan che ha guidato i manifestanti il vecchio leit motiv “Ma quale Stato? Ma quale Dio? Sul mio copro decido io”.

 

«L’iniziativa del vescovo è un giudizio bello e buono»

«Siamo  assolutamente contro questa nuova invenzione del vescovo di Sanremo di mettere una campana che suoni per i bambini morti per l’aborto – ha dichiarato Anna, una delle referenti de Lo Spiraglio Imperiese – . Siamo donne, persone che tengono al benessere psicofisico delle donne. Vogliamo far capire che anche solo parlare di questa iniziativa può fare del male elle persone. Non è sicuramente compito della Chiesa dirci come dovremmo comportarci con i  nostri corpi e quali decisioni prendere».

 

«Quello che si cela dietro al suono della campana è puramente un giudizio – così Margherita, ex Spiraglio Imperiese, ora studentessa universitaria a Utrecht – . Un giudizio che nessuno si deve permettere di esprimere su persone che prendono una scelta così difficile, così importante che può essere quella di interrompere una gravidanza. Soprattutto questa scelta non può essere presa dalla Chiesa, il nostro stato è laico, i prelati non possono permettersi di giudicare i cittadini e le motivazioni che hanno portato a prendere questa decisione».