IL CONTENZIOSO DIETRO UNA CURATELA

Imperia: clinica nega ingresso all’avvocato di una degente, interviene la polizia

L'avvocato sostiene che è stato impedito l'ingresso per due volte in clinica, per fare sottoscrivere il mandato all'anziana cliente

Imperia: clinica nega ingresso all’avvocato di una degente, interviene la polizia
Altro 16 Luglio 2020 ore 16:41

Negato l’ingresso a un avvocato

Nasce un caso a Imperia dietro la curatela di un’anziana donna, O.M.V., che da circa quattro mesi è ricoverata alla clinica Sant’Anna per problemi fisici conseguenti alla rottura di un femore.

A quanto si apprende, alcuni suoi lontani parenti hanno chiesto al tribunale di Imperia di nominare un curatore per problemi fisici (quindi, non di incapacità mentale) della degente e, in attesa di un’udienza, il giudice ha nominato un avvocato chiamato a sostituirsi all’anziana per quanto riguarda, ad esempio, il pagamento delle bollette e così via. Tutto bene, se non fosse che la donna è contraria a questa curatela ed ha contattato l’avvocato Vinicio Tofi per farsi assistere.

I fatti

Il problema, però, è anche un altro. L’avvocato sostiene che è stato impedito l’ingresso (a lui e a una sua collega di studio) per due volte in clinica, per fare sottoscrivere il mandato all’anziana cliente. “hanno addotto vari motivi, dicendo ad esempio che mancava l’autorizzazione del giudice, ma la mia cliente ha problemi fisici e non mentali – afferma Tofi -. È infatti fondamentale precisare che tale richiesta di curatela si basa solo sulla situazione di ricovero per problemi fisici ortopedici e non per problematiche psichiche che ne menomino in qualche modo la piena lucidità”.

Prosegue Tofi: “Ovviamente l’iniziativa di richiesta di amministratore di sostegno non ha avuto alcun consenso della cliente. Dopo vari tentativi bonari, sia di persona che con collaboratori di studio, oggi di fronte all’ennesimo rifiuto, è stato necessario richiedere l’intervento delle forze dell’ordine. È intervenuta una pattuglia della polizia che ha verbalizzato la situazione”.

Aggiunge l’avvocato: “Di fatto la povera ospite della struttura si trova nell’impossibilità di ricevere visite , e quindi di rilasciare deleghe, che non siano filtrate da fantomatiche autorizzazioni che non hanno alcuna cittadinanza nel mondo giuridico. Con conseguenze facilmente immaginabili sullo stato d’animo dell’anziana signora ospite della struttura, che si è trasformata in una impenetrabile torre d’avorio. Sara quindi inevitabilmente procedere alla tutela dei diritti fondamentali della signora in ogni sede giudiziaria competente, anche se ai nostri giorni non si pensava sussistessero ancora necessità del genere”.

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