lettera aperta

La parrocchia sfratta l'associazione Angeli di Pace di don Rito

Pubblichiamo le riflessioni di Stefano Rodi, simpatizzante della Associazione Angeli di Pace di don Rito Alvarez

La parrocchia sfratta l'associazione Angeli di Pace di don Rito
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Buongiorno, sono un simpatizzante della Associazione Angeli di Pace di don Rito, seguo il suo operato da diversi anni, di seguito alcune mie riflessioni.

Un premio per la pace o una pacca sulla spalla a posteriori?

La diocesi di Ventimiglia-Sanremo si è recentemente fregiata di un grande onore: uno dei suoi sacerdoti, don Rito Julio Alvarez, è stato scelto tra i primi 10 uomini europei per la ricerca della pace. Una notizia che, giustamente, ha riempito le pagine del bollettino ufficiale e le bacheche social, celebrando l’impegno di un uomo che da anni lotta contro le dipendenze giovanili. Eppure, dietro a questa celebrazione tardiva, si nasconde una storia che solleva non pochi interrogativi.

Per oltre 15 anni, don Rito, attraverso l’associazione Oasi Angeli di Pace, ha operato in prima linea, portando la sua missione di prevenzione e sensibilizzazione nelle scuole di Sanremo e oltre. Il suo quartier generale? Un piccolo locale presso la Chiesa degli Angeli, concesso in comodato d’uso da don Giacomo Simonetti. Una sede che era molto più di un semplice ufficio: era il cuore pulsante di un’opera nata proprio in quel luogo, grazie alla sua tenacia e al coraggio dei suoi volontari.

Eppure, solo un mese fa, quel cuore è stato strappato.

Chiunque passi per via Marsaglia ha potuto notare che la targa di Oasi Angeli di Pace è stata rimossa. Ma la storia dietro a quel gesto è ancora più amara. A quanto pare, Monsignor Angelo Di Lorenzo, Vicario Episcopale- Area amministrativa, economo e direttore Caritas Diocesana e nuovo parroco della parrocchia Santa Maria degli Angeli a Sanremo, prima ancora di insediarsi, ha inviato a don Rito una raccomandata per intimargli di lasciare il locale entro tre mesi. Non solo l’associazione, ma anche il Coro Angeli di Pace, che con la sua musica sosteneva la missione di don Rito, è stato costretto a fare i bagagli.

La tempistica è, a dir poco, sconcertante

La Chiesa celebra un suo figlio come “eroe della pace” e, allo stesso tempo, lo spoglia della sua casa spirituale. Per fortuna, la solidarietà non si è fatta attendere. Don Rito e i suoi volontari sono stati accolti a braccia aperte dalla Piccola Opera di Don Orione, che ha messo a disposizione una nuova sede a Villa Santa Clotilde, dove ha trovato posto anche la corale per le sue prove. Un gesto di grande umanità che ha sanato, almeno in parte, la ferita di un’ingiustizia inspiegabile.

Rimane un’ombra: perché la Diocesi ha atteso che una notizia diventasse virale per riconoscere l’operato di don Rito? E, soprattutto, perché, mentre si prepara a festeggiare il suo successo, lo ha estromesso proprio dal luogo che per anni ha simboleggiato la sua missione? Forse, come spesso accade, la pace è un concetto più facile da premiare che da praticare.

Stefano Rodi

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