Sembra delinearsi il contesto in cui, probabilmente nella notte tra domenica e lunedì, è morta a Bordighera in località Montenero la piccola Beatrice di due anni. La mamma, Manuela Aiello, 43 anni, è in carcere con l’accusa di omicidio preterintenzionale e nega di averla picchiata, come invece sembra sostenere l’accusa. Le sorelline avrebbero tuttavia confermato che Beatrice era effettivamente caduta dalle scale tre giorni prima. Lo rivelano gli zii.
Tre giorni senza portarla in ospedale per un controllo
Ma è grave e davvero incomprensibile, che la madre non abbia capito la gravità delle ferite, delle probabili lesioni interne subite dalle piccola in quella caduta. Ai giudici ha detto di averle solo praticato diversi aerosol.
Intanto è stato indagato anche il nuovo compagno della donna, residente a Perinaldo. Sarebbe lui “l’amico” presso il quale Manuela Aiello ieri ha detto ai giudici di aver trascorso tutta la giornata di domenica e la notte, con le bambine. Ma le telecamere della zona avrebbero ripreso Manuela lasciare la casa senza le bambine e farvi ritorno poco dopo le otto del mattino per portarle a scuola. E’ stato allora che la donna avrebbe trovato la bimba esanime nel suo lettino. E’ su questo punto che diverge il racconto della donna dala ricostruzione degli inquirenti. Perché lei – ieri mattina – interrogata in video call dal carcere di Genova da gip e pm alla presenza dei suoi legali Bruno Di Giovanni e Laura Corbetta – ha sostenuto di aver trascorso la giornata di domenica e anche la notte da “amici” con le bambine e di essere tornata a Bordighera la mattina di lunedì, di aver messo a letto la piccola. Ma a quell’ora, secondo il medico legale, la bambina era già morta.
“Noi lassù andavamo pochissimo, quasi mai – ha raccontato nonna Concetta, mamma di Maurizio il papà di Beatrice e delle altre due bambine alla Vita in diretta – perché non andavamo d’accordo con mia nuora. Con lei non voglio più parlare, neanche un messaggio. Lei non è stata brava con me, è stata cattiva. Provo solo dispiacere ma non penso che picchiava la bambina, come faceva a essere violenta con una bambina piccolina così. Non lo credo proprio, poi solo lei lo sa”. Concetta ha parlato anche del figlio Maurizio: “Mio figlio adesso è in prigione e vuole che non soffra?”.
Lo zio Francesco: “Manuela non era stabile. Non ci parlavamo più, ma non pensavo che arrivasse a questo”
Il programma Rai ha intercettato anche gli zii di Maurizio, Francesco e Concetta, che abitano poco più a valle della casa in cui è morta Beatrice, sempre a ridosso di Montenero. Francesco in particolare avalla la tesi della caduta della bambina raccontata dalle sorelline maggiori. “Maurizio come padre era ed è un gioiello – il racconto dello zio Francesco – Con Manuela non parlavo quasi, anzi non parlavo proprio perché non era stabile.Ma non pensavamo che arrivasse a quello a cui è arrivata. Io sono stato testimone di quando Manuela ha denunciato mio nipote per maltrattamenti. Non era vero, lei ha telefonato ai carabinieri dicendo che lui la stava picchiando. Ma quando i carabinieri arrivarono lassù lo hanno trovato che dormiva in macchina… come faceva a picchiarla? Si inventava di tutto”. E sulla caduta dalle scale raccontata dalla mamma: “Noi non possiamo saperlo. Ma i bambini (le sorelline, ndr) hanno detto che è caduta per le scale, che è scesa giù per tutte le scale. Ma lei non l’ha portata in ospedale, non l’ha soccorsa, l’ha tenuta tre giorni lì, la bambina non mangiava”.
In seguito a quella denuncia Maurizio R. perse l’affidamento in prova e fu portato in carcere dove si trova tutt’ora, da circa cinque mesi.
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Lo zio Francesco
Nonna Concetta, mamma di Mauyrizio il papù della piccola Beatrice
La zia Concetta
Manuela Aiello, la mamma arrestata per la morte di Beatrice in una foto del suo profilo facebook di qualche anno fa
(Foto La Vita in diretta – Rai)