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LA CHIESA SULLE ELEZIONI

"No all'astensionismo e al buonismo": l'appello al voto del vescovo di Sanremo

"Evitate di avvallare in nome di una generica ‘complessiva bontà della proposta' posizioni incompatibili con la dottrina cattolica"

"No all'astensionismo e al buonismo": l'appello al voto del vescovo di Sanremo
Altro Sanremo, 07 Settembre 2022 ore 10:37

L'appello al voto del vescovo Antonio Suetta

Esorto ogni cattolico ad esaminare e valutare programmi e candidati, evitando di avvallare in nome di una generica ‘complessiva bontà della proposta o della visione politica’ posizioni incompatibili con la dottrina cattolica: esigenze etiche irrinunciabili in materia di aborto e di eutanasia, circa i diritti dell’embrione umano, in ambiti riguardanti la famiglia e l’educazione dei minori".

Così il vescovo di Ventimiglia e Sanremo, Antonio Suetta, in una lettera pubblicata sul sito della locale Diocesi, illustra il proprio appello al voto e lo fa citando più volte le note dottrinali della Congregazione per la Dottrina della Fede.

No ai programmi elettorali che siano in contrapposizione co. la dottrina cattolica

Non può e non deve sfuggire come alcuni programmi elettorali proposti per la consultazione del prossimo 25 settembre - aggiunge Suetta - siano in assoluta contrapposizione con la dottrina cattolica e con la Chiesa per la presenza di punti come, ad esempio, le istanze della ideologia gender, il suicidio assistito o l’eutanasia, il cosiddetto riconoscimento dei diritti sessuali e riproduttivi delle donne (sotto quest’ultima espressione spesso si intende l’appoggio e la diffusione della pratica dell’aborto e la lotta all’obiezione di coscienza dei medici e degli infermieri): tali argomenti esigono un’oggettività di valutazione morale e, da parte del cattolico, non possono essere valutati in relazione a parametri accessori dipendenti dalla contingenza delle situazioni oppure da una considerazione soggettiva di un ipotetico 'male minore'”.

"Non permettere all’astensionismo di qualunque origine di generare una sorta di ‘delega’ irresponsabile"

Ma non è tutto. Nel sottolineare che “Nessun fedele può appellarsi al principio del pluralismo e dell’autonomia dei laici in politica, favorendo soluzioni che compromettano o che attenuino la salvaguardia delle esigenze etiche fondamentali per il bene comune della società”, il vescovo lancia un monito contro l’astensionismo: “In primo luogo ritengo di richiamare al dovere morale e civico di esprimere con il voto la propria preferenza in ordine al futuro della nostra nazione, non permettendo all’astensionismo di qualunque origine di generare una sorta di ‘delega’ irresponsabile”.

Fabrizio Tenerelli

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