La giunta di Imperia, guidata dal primo cittadino Claudio Scajola, ha approvato il Piano di utilizzo del Demanio Marittimo.
Ok dalla giunta al Piano di utilizzo del Demanio marittimo: aumentano le spiagge libere
Si tratta dello strumento attraverso il quale l’amministrazione comunale può programmare la gestione degli spazi che ricadono nell’ambito delle concessioni demaniali (in sostanza, le spiagge). Prossimo passaggio l’approdo della pratica in Consiglio comunale per l’avvallo del parlamentino imperiese. Il capoluogo virtuoso riguardo al rispetto delle percentuali – previste dalla legge regionale – di arenili liberi e liberi attrezzati rispetto agli stabilimenti privati in concessione. Con il nuovo piano, la percentuale di spiagge libere fronte mare sale dal 62,57% al 64,75%, che sale al 75,9% considerando anche quelle attrezzate.
Anche la spiaggia del Parco urbano, con un fronte mare di 360 metri, sarà libera e comprensiva, inoltre, di un’area dedicata agli animali domestici. Nessun vincolo di concessione anche per la spiaggia a Borgo Marina su cui un tempo insisteva la gestione dell’istituto Oblati. Lì, nel livello superiore, è destinato a sorgere uno spazio attrezzato.
«Sono lieta – sottolinea l’assessore alle Spiagge Ester D’Agostino – di sostenere questa visione amministrativa che va ad allargare ulteriormente la disponibilità di spiagge libere e attrezzate. Al momento siamo riusciti a raggiungere un equilibrio prezioso tra aree date in concessione e altre zone lasciate, appunto, al libero accesso: un mix – conclude – che fa bene al territorio, preserva servizi, imprese e bellezza della natura»
La situazione in Liguria
Secondo la legge regionale, almeno il 40% del litorale di un comun dovrebbe essere riservato alla libera fruizione. In Liguria – tra le peggiori in Italia -, tuttavia la situazione spesso è complessa, come del resto da anni denuncia la sezione regionale di Legambiente. Il Report Spiagge 2024 di Legambiente, analizzato ad agosto 2025, conferma una situazione di “emergenza spiagge libere” in Liguria, con circa il 70% delle coste occupato da stabilimenti balneari e strutture private. Solo il 22% delle coste è libero, e 21 comuni su 63 non rispettano la soglia minima del 40% di spiagge libere prevista dalla legge regionale del 2008. Maglia nera in provincia di Imperia a Diano Marina con solo il 9-10% del litorale dedicato alle spiagge libere.