Fare delle eccellenze produttive del Ponente ligure una risorsa anche per il turismo, creando un collegamento tra costa ed entroterra. È la prospettiva emersa dall’incontro “Il territorio come valore, l’esperienza come opportunità”, organizzato da Confindustria Imperia al Frantoio delle Idee nell’ambito di Olioliva Week 2026. Al centro del confronto, gli interventi del direttore Paolo Della Pietra e del professor Riccardo Spinelli dell’Università degli Studi di Genova, che hanno approfondito le potenzialità dell’oleoturismo e la necessità di mettere in rete imprese, produzioni locali e operatori dell’accoglienza.
Oleoturismo, Confindustria Imperia punta sul legame tra imprese, produzioni locali e turismo
Secondo Della Pietra, la competitività turistica del territorio passa anche dalla capacità di valorizzare il patrimonio produttivo e le tradizioni locali. La Taggiasca, in questo senso, rappresenta un elemento distintivo da trasformare in esperienze rivolte ai visitatori, contribuendo anche alla destagionalizzazione. Il direttore ha richiamato inoltre il percorso del Gruppo Lusso di Confindustria, che mette in relazione nautica, ospitalità, ristorazione e produzioni agroalimentari di qualità.
Proprio la nautica può diventare una porta d’accesso alle risorse dell’entroterra. L’analisi condotta sui porti turistici tra Ventimiglia e Loano evidenzia una presenza di diportisti italiani compresa tra il 70% e l’86%, affiancata da visitatori soprattutto francesi, tedeschi e svizzeri. Le permanenze vanno dalle tre-cinque notti dei soggiorni di transito fino a periodi di diversi mesi. Un bacino che, secondo Confindustria, potrebbe essere coinvolto maggiormente in itinerari tra borghi, paesaggio, cultura e produzioni locali.
Il professor Spinelli ha invece approfondito il cambiamento della domanda turistica, sempre più orientata verso esperienze autentiche e il contatto diretto con le attività produttive. In questo scenario l’oleoturismo può rappresentare un’opportunità per il Ponente ligure: visite agli oliveti e ai frantoi, degustazioni, attività didattiche e partecipazione alle esperienze legate alla raccolta delle olive permettono di unire la promozione dell’olio alla scoperta del territorio.
Non mancano, tuttavia, alcune criticità da affrontare: la frammentazione dell’offerta, le dimensioni contenute delle aziende, la necessità di rafforzare le competenze nell’accoglienza e le difficoltà di accessibilità di alcune realtà dell’entroterra.
Per favorire lo sviluppo del settore sono state individuate tre direttrici: formazione, costruzione di una filiera territoriale e accesso ai finanziamenti. In questo percorso possono avere un ruolo le associazioni di categoria e le realtà specializzate, tra cui l’ITS Accademia Agroalimentare di Imperia, ONAOO, il Consorzio di tutela dell’Olio Riviera Ligure DOP e l’associazione Città dell’Olio.
L’obiettivo è trasformare le produzioni di qualità in un’offerta turistica strutturata, capace di generare nuove opportunità economiche, sostenere le attività agricole tradizionali e contribuire al presidio dei borghi e delle aree interne. Una strategia che punta a fare dell’identità produttiva del Ponente ligure un elemento di attrattività anche sui mercati internazionali.