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Istituto Storico della Resistenza

Ritorna alla sua originale bellezza la lapide su Capo Berta

Questa lapide ricorda un tragico avvenimento avvenuto il 31 gennaio 1945 dove vennero trucidati undici persone

Ritorna alla sua originale bellezza la lapide su Capo Berta
Altro 27 Marzo 2022 ore 11:59

Lo scoprimento questa mattina alla presenza del sindaco Scajola

L'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia congiuntamente alle Associazioni Partigiane A.N.P.I. e F.I.V.L. di Imperia, ha organizzato l’inaugurazione del rifacimento della lapide ad Imperia in località Capo Berta (Via Aurelia). A causa di un incidente stradale detta lapide è stata distrutta e ridotta in vari pezzi ed anche la vicina edicola è stata danneggiata. Il tutto è stato ripristinato grazie all’aiuto del Comm. Sergio Cecchinel ed all’intervento del sig. Salvatore Urazza che ha provveduto al restauro dell’edicola e al decoro della lapide. Lo scoprimento della lapide è avvenuto questa mattina alla presenza delle Autorità e dei parenti di alcuni Caduti con un saluto del Sindaco e del Presidente della Provincia Claudio Scajola ed un intervento del Presidente dell’ISRECIm Giovanni Rainisio.

Questa lapide ricorda un tragico avvenimento avvenuto il 31 gennaio 1945 dove vennero trucidati undici persone (otto partigiani e tre civili antifascisti). Tutto ebbe inizio durante un'azione di guerriglia svoltasi sulla strada statale n. 28 tra Castelvecchio e Pontedassio il 7 gennaio 1945 dove vengono catturati e fucilati dai garibaldini due tedeschi.

Nei giorni seguenti viene compiuto, con poderose forze, un pesante rastrellamento a Costa d'Oneglia, Sant'Agata, Barcheto prelevando vari ostaggi tra cui, per sfortunata coincidenza anche il responsabile del SIM Adolfo Stanca (Rino).

Incarcerati vengono esaminati dalla spia Maria Zucco “La donna velata” e tra questi riconosce parecchi cospiratori, interrogati, torturati atrocemente alcuni saranno condannati a morte e fucilati altri rimarranno in carcere fino alla Liberazione

Il comando tedesco fa affiggere un manifesto in cui si annuncia, per rappresaglia, la condanna a morte di venti ribelli, presi in ostaggio di questi 20, 11 verranno fucilati il 31 gennaio 1945 a Capo Berta e gli altri  9 il 9 e il 15 febbraio 1945.

Ecco i nomi degli undici Caduti: Agliata Gerolamo (nome di battaglia “Cipolla”) /Ansaldo Giobatta, antifascista / Ardigò Ettore (nome di  battaglia “Milan”) / Bertelli Medardo (nome di battaglia “Piccinin”) / Bosco Guglielmo  (nome di Battaglia “Mo”) / Delle Piane Carlo (nome di battaglia “Carlo”) / De Marchi Paolo (nome di battaglia “Pablos”) / Garelli Francesco, antifascista / Manodi Santo, antifascista /Noschese Orlando (nome di battaglia “Furia”) / Stenca Adolfo (nome di battaglia “Rino”).

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