Ruba un’auto d’epoca in America e la vende per 7,6 milioni di dollari

L'arresto a Genova

Ruba un’auto d’epoca in America e la vende per 7,6 milioni di dollari
Altro 26 Giugno 2021 ore 13:32

La Polizia di Stato di Genova ha arrestato ai fini di estradizione un 65enne nato negli U.S.A. ma cittadino svizzero, per frode telematica e trasporto di veicoli a motore rubati nel commercio estero.

L’uomo nel 2001 aveva rubato da un’officina di Milwaukee una Talbot Lago T150CSS Teadrop Coupè del 1938, auto d’epoca di cui ne esistono solo 16 modelli al mondo.

Dopo averla trasportata, smontata, fuori dal Wisconsin l’aveva tenuta in un deposito fino alla morte del proprietario, nel 2005, dopodiché l’aveva rimontata e ne aveva falsificato i documenti facendo risultare di averla regolarmente acquistata dal nipote del defunto.

Era tornato infine a Milwaukee per comunicare alle forze dell’ordine che il veicolo rubato era stato recuperato e che lui era il legittimo proprietario come dimostrato dagli atti notarili (falsi) in suo possesso. La ricerca dell’auto era stata pertanto rimossa dal data base della Polizia e l’uomo nel 2006 si era trasferito in Svizzera portandola con sé.

Qualche sera fa, un alert alloggiati giunto in sala operativa ha segnalato la presenza del ricercato in un Hotel di via XX Settembre

Nel 2015, fatta restaurare la Talbot, era riuscito a venderla ad un acquirente statunitense per 7,6 milioni di dollari e l’aveva riportata in U.S.A.

A maggio del 2019, scoperti tutti i suoi traffici, le autorità americane hanno emesso un mandato di cattura a carico dell’uomo per i reati commessi, per i quali il codice penale statunitense prevede 20 anni di reclusione.

Qualche sera fa, un alert alloggiati giunto in sala operativa ha segnalato la presenza del ricercato in un Hotel di via XX Settembre. L’uomo ha aperto la porta della sua lussuosa stanza e si è trovato davanti i poliziotti dell’U.P.G. che lo hanno condotto in Questura.

Dopo tutti gli accertamenti sull’identità è stato associato al carcere di Marassi a disposizione del Presidente della Corte d’Appello.

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