Ricorrono, oggi (martedì 27 gennaio): ventuno anni dalla morte del soldato Valerio Campagna, nato a Bordighera il 23 maggio 1982 e cresciuto a Seborga.
Morì, infatti, il 27 gennaio 2003, all’ospedale di Imperia
dopo una lunga malattia, che nel 2006 venne riconosciuta come conseguenza dell’esposizione all’uranio impoverito, durante le operazioni militari nei Balcani, nelle quali aveva preso parte come membro del 7º Reggimento Alpini di Belluno tra il 2001 e il 2002.
Campagna, che partecipò alle missioni internazionali in Kosovo
riportò in patria gli effetti di una contaminazione allora poco conosciuta, diventando un simbolo delle battaglie per il riconoscimento dei diritti dei militari colpiti da patologie contratte in servizio. Dopo anni di accertamenti, nel 2006 fu dichiarato “vittima del dovere”, un riconoscimento che ha dato voce a molti altri casi simili nella comunità degli Alpini e delle Forze Armate.