Parla il consigliere Zarbano

Indagini sul biodigestore di Colli: “È una questione politica”

"È ora che il presidente Scajola faccia una riflessione profonda e tragga le sue conclusioni. I fondi pubblici non si amministrano così"

Indagini sul biodigestore di Colli: “È una questione politica”

Mentre Regione Liguria annuncia il bando per selezionare il nuovo partner privato per costruire l’inceneritore ligure, il  biodigestore di Colli (Taggia), torna in scena con consigliere di opposizione imperiese Luciano Zarbano. Il generale dei Carabinieri interviene sulla conclusione delle indagini preliminari coordinate dalla Procura Europea  che spostano nel mirino i finanziamenti dell’opera. Tra gli indagati il presidente della Provincia di Imperia e sindaco del capoluogo, Claudio Scajola, e l’ad di Avalon – l’azienda incaricata del supporto al RUP nell’iter burocratico – Riccardo Demicheli.

 

Biodigestore Colli: «Al di là degli esiti giudiziarie, la questione è politica»

«Al di là degli esiti giudiziari, che non spettano alla politica, da questa vicenda emerge comunque un dato politico ed amministrativo preoccupante sotto gli occhi dell’opinione pubblica, che non aiuta a rafforzare il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni: una gestione della cosa pubblica troppo disinvolta, troppo leggera, troppo poco all’altezza della responsabilità che dovrebbe accompagnare chi ricopre ruoli apicali». Così il consigliere di Imperia Senza Padroni.

«Quando si maneggiano risorse pubbliche, procedure amministrative e domande di finanziamento europeo, non può esserci spazio per superficialità o forzature – ancora Zarbano -. Chi ricopre incarichi di vertice ha il dovere di tutelare non solo la propria posizione, ma anche il prestigio e l’autorevolezza dell’ente che rappresenta. Ed è proprio questo il punto che oggi pesa più di ogni altro: non soltanto il profilo penale, ma il messaggio istituzionale che questa vicenda restituisce ai cittadini». 

«Ancor più in una fase in cui, anche nel centrodestra nazionale, il tema dell’etica e dell’opportunità politica è tornato con forza al centro del dibattito, sarebbe incomprensibile far finta di nulla. Le istituzioni – conclude Zarbano – non si difendono minimizzando. Si difendono assumendosi fino in fondo la responsabilità delle proprie scelte.  È tempo che il presidente della Provincia faccia una seria riflessione e ne tragga le opportune conclusioni».

L’inchiesta della procura europea

Nel mirino dell’inchiesta il finanziamento di 6,4 milioni di euro dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), poi ritirato dal Ministero dell’Ambiente per la mancata corrispezione tra il progetto che ha vinto il bando e quello esecutivo. Il fulcro della vicenda è la domanda di accesso ai fondi, inoltrata dal presidente Claudio Scajola su predisposizione e indicazioni del consulente Demicheli. In sostanza, avrebbero richiesto il. Contributo del PNRR senza specificare che il biodigestore, nel progetto, avrebbe incluso anche una discarica di servizio. Un elemento che si scontra direttamente con il principio Do Mo Significant Harm (DNSH, “Non apportare danno significativo”) che vincola tutti i fondi europei. I reati configurati dalla Procura sono tentata percezione indebita di erogazioni pubbliche in concorso e falso ideologico aggravato in concorso.

 

L’ipotesi di aprire la discarica e il “no” di Conio

La discarica di servizio è balzata prepotentemente agli onori delle cronache nei giorni scorsi, con l’ipotesi di una apertura anticipata per sopperire agli eccessivi costi che la provincia di Imperia sostiene per smaltire i rifiuti in discariche fuori dal territorio amministrato dall’ente. Qui il “niet” categorico del sindaco di Taggia, Mario Conio.