8 marzo, diritti e sfide ancora aperte per le donne

L’intervento di Rita Elena, presidente della Commissione pari opportunità del Comune di Imperia

8 marzo, diritti e sfide ancora aperte per le donne

“L’8 marzo si celebra, dal 1975 grazie alle Nazioni Unite, la Giornata internazionale dei diritti delle donne. Una ricorrenza che anno dopo anno ricorda i progressi compiuti in ambito economico, politico e culturale, ma che allo stesso tempo mette in luce le disuguaglianze ancora presenti tra uomini e donne”. Così Rita Elena, presidente della commissione Pari Opportunità del Comune di Imperia, in occasione della Giornata Internazionale della Donna.

I temi centrali del 2026

“Quest’anno – sottolinea Elena – l’attenzione si concentra su alcuni temi fondamentali: parità di genere, contrasto alla violenza e agli stereotipi e empowerment femminile. Si tratta di un processo di emancipazione e autodeterminazione che punta a rafforzare opportunità, autostima e indipendenza economica, con l’obiettivo di ridurre i divari nel mercato del lavoro, nelle retribuzioni e nelle pensioni”.

Progressi e discriminazioni ancora diffuse

“Negli ultimi anni sono stati fatti passi avanti grazie agli obiettivi dell’Agenda 2030 e all’azione di UN Women, l’organismo delle Nazioni Unite che dal 2010 sviluppa strategie e progetti per migliorare la condizione delle donne nel mondo. Nonostante questo, molte donne e ragazze continuano a subire discriminazioni”.

Lavoro e precarietà

“I dati mostrano come le donne siano mediamente meno occupate e più esposte alla precarietà rispetto agli uomini. I contratti part-time involontari, ad esempio, sono molto più diffusi tra le lavoratrici. Un paradosso, considerando che il livello medio di istruzione femminile è superiore a quello maschile, senza però tradursi in una maggiore presenza nei ruoli di vertice”.

Il peso del lavoro di cura

“Nonostante le politiche per favorire la conciliazione tra vita professionale e familiare, persistono forti squilibri nella distribuzione dei compiti domestici e del lavoro di cura. In particolare l’assistenza ai figli continua a ricadere soprattutto sulle donne, anche a causa della limitata disponibilità di servizi per la prima infanzia.

Le conseguenze sulle pensioni

Questa situazione incide anche sul futuro previdenziale. La discontinuità dei percorsi lavorativi femminili rende più difficile raggiungere i requisiti contributivi necessari per accedere alle pensioni di anzianità, riducendo il numero di donne che possono beneficiarne.

Violenza e discriminazioni

L’8 marzo rappresenta anche un momento per ricordare le tante donne che ogni giorno subiscono violenze e discriminazioni, riportando la condizione femminile al centro del dibattito pubblico.

Il ruolo della scuola

“Negli ultimi anni sono state avviate diverse iniziative per tutelare la dignità della donna, anche attraverso la denuncia di immagini e rappresentazioni lesive. Tuttavia, – sottolinea Elena -, il cambiamento deve partire soprattutto dalla scuola, potenziando programmi educativi che promuovano il rispetto della dignità umana e la parità di genere”.

Il contributo delle donne alla società

“La giornata dell’8 marzo vuole essere anche un riconoscimento per l’impegno delle donne nelle istituzioni, nell’economia, nella società e nella famiglia. È difficile immaginare una società moderna che non sostenga e valorizzi il protagonismo femminile nella vita pubblica e sociale”.

Uno sguardo al futuro

“La crescita e il rilancio della società globale non possono prescindere dalla partecipazione delle donne e da politiche capaci di favorirne l’inserimento e il sostegno”.

Una lunga lotta per i diritti

“Il percorso di emancipazione femminile ha radici lontane: dalle suffragette che alla fine dell’Ottocento lottarono per il diritto di voto, alle battaglie degli anni Sessanta per l’accesso ai pubblici uffici, fino alle riforme degli anni Settanta e Ottanta sul diritto di famiglia, sul divorzio e sull’aborto, e all’abolizione del delitto d’onore e del matrimonio riparatore”.

Un cammino ancora in corso

“‘Non c’è limite a ciò che noi donne possiamo realizzare’, ricorda Michelle Obama. Un percorso ancora in divenire, conclude Elena: “Working progress. Auguri a tutte le donne”.