Eccesso di velocità

Autovelox non omologati: giudice straccia altra multa a Taggia. Il punto con il comandante Crudo

Occasione di dibattito il riconoscimento del debito fuori bilancio per la sanzione. A breve decreto del MIT

Autovelox non omologati: giudice straccia altra multa a Taggia. Il punto con il comandante Crudo

La questione degli autovelox non omologati ha tenuto banco nel Consiglio comunale, riunito ieri sera al Municipio di Taggia.

Autovelox non omologati: giudice straccia un’altra multa a Taggia

Occasione per discutere della questione, molto sentita dai cittadini, la votazione per il riconoscimento di un debito fuori bilancio da 450 euro (poca roba), generato dalla sentenza del Giudice di Pace di Sanremo che ha condannato il comune ha rifondere delle spese legali un automobilista sanzionato per eccesso di velocità da uno dei dispositivi non omologati. Presente in aula, per riferire, il Comandante della Polizia Locale taggese Massimo Crudo. 

 

La situazione a Taggia

La materia, in effetti, è complessa. Il Comandante ha sottolineato come, allo stato dell’arte attuale, non ci sia alcun dispositivo omologato sul territorio italiano, il decreto spetta al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e al momento non è stato ancora emesso. Per quanto riguarda Taggia, Crudo ha spiegato che l’ente non dispone di nessun apparecchio per la rilevazione automatica della velocità “fisso”, ma solo di alcuni “mobili”, alcuni di proprietà e alcuni in convenzione con un soggetto privato che li ha forniti. E ha pure smesso di utilizzarli a maggio del 2025, in seguito alle ordinanze della Cassazione che ha definito illegittime le sanzioni elevate con dispositivi che non sono omologati. Al momento, la Polizia Locale si avvale solo di un “Telelaser” che consente la sanzione in tempo reale.

 

Per il Consiglio comunale – compito affidato all’intervento del consigliere Gabriele Cascino (Progettiamo il Futuro) – è importante conoscere quanti altri ricorsi sarebbero stati presentati e quanti altri denari pubblici potrebbero confluire nel pagamento delle spese legali.

«In realtà – ha detto Crudo – Ne aspettiamo ancora due. Lo sappiamo perché non utilizziamo più i dispositivi dalla scorsa primavera e ormai sono scaduti i termini di prescrizione dei 90 giorni».

Ma per Cascino non basta:

«Ci chiediamo perché il comune utilizzi dispositivi che sono illegittimi e perché non sporga una denuncia nei confronti del fornitore che li ha proposti all’amministrazione».

Lo stato dell’arte sull’omologazione

Cerchiamo di fare chiarezza: Che cosa è successo? Con due distinte ordinanze, tra il 2024 e il 2025, la Corte di Cassazione, il massimo grado di giudizio dell’ordinamento giuridico italiano – ha indicato come illegittime e passabili di annullamento le sanzioni elevate con dispositivi “Autovelox” non omologati, ma solo “approvati”. La differenza tra i due termini è fondamentale: l’omologazione è un processo di verifica tecnica più rigoroso richiesto dall’articolo 142, comma 6, del Codice della Strada, mentre la semplice approvazione (che è un processo esclusivamente amministrativo) non è sufficiente a garantire la validità della sanzione. Di conseguenza, le multe elevate con apparecchiature solo approvate sono considerate illegittime e possono essere contestate. Parere diverso quello dell’Avvocatura dello Stato e del Ministero degli Interni che, in sostanza, considerano approvazione e omologazione equipollenti. Discorso ancora diverso quello che riguarda la taratura dei dispostivi, che viene effettuata annualmente. 

Il comandante Crudo ha anche relazionato sullo stato dell’arte attuale: il MIT ha aperto un link con il quale le amministrazioni comunali possono scrivere i loro dispositivi in una sorta di anagrafe. L’obiettivo è un censimento nazionale che pare essere propedeutico al sopracitato decreto di omologazione degli autovelox. L’atto, secondo il comandante, non è distante nel tempo e forse già a dicembre i dispositivi di rilevamento automatico della velocità potrebbero tornare nell’arsenale delle Polizie Locali.