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La replica

Caso Luxuria, la risposta del festival: "Nessuno è escluso dal progetto di Dio"

"Identità si esprime in multiformi diversità, ognuna degna di essere accolta come bene prezioso"

Caso Luxuria, la risposta del festival: "Nessuno è escluso dal progetto di Dio"
Attualità 02 Dicembre 2022 ore 16:19

Prima l'invito, poi l'intervento del Vescovo di Ventimiglia-Sanremo  Antonio Suetta e poi il passo indietro: Vladimir Luxuria, attivista Lgbtq+ e ex deputata italiana -nonché ottima cantante- non parteciperà al Festival di Musica Cristiana di Sanremo. Sul caso, che sta tenendo banco in questi giorni, interviene ancora una volta il direttore artistico del Festival,  il cantautore Fabrizio Venturi, che aveva invitato Luxuria a margine del riavvicinamento di quest'ultima alla fede cattolica.

 

Caso Luxuria, la replica del festival di Musica Cristiana

«Il Cristian Music Festival, Festival della Canzone Cristiana, non è solo un Festival musicale. Certamente si prefigge come missione principale quella di diffondere la musica e la canzone Cristiana in Italia e nel mondo, ma in modo differente rispetto ad altre iniziative analoghe. Diversi sono stati, nel corso degli anni, i tentativi di divulgare ad ampio raggio la canzone Cristiana, sicuramente encomiabili, tuttavia non così penetranti da sortire l'effetto sperato di introdursi nel tessuto musicale in modo incisivo e duraturo. Difatti, la musica Cristiana, almeno in Italia, è ancora poco conosciuta» affermano all'unisono l'ideatore è Direttore artistico Fabrizio Venturi e il Direttore della Comunicazione Biagio Maimone

 

"Accoglienza e fratellanza umana"

«La Musica Cristiana -aggiungono deve poter esprimere il volto della nostra società nelle sue molteplici sfaccettature ed entrare nel percorso storico, ossia nei processi che si prefiggono la realizzazione di una realtà sorretta dal dialogo e dall'accettazione delle differenze. La musica Cristiana, in definitiva, deve aprire le sue porte al mondo laico, senza ovviamente tralasciare il sentimento della fede Cristiana. Per poter condividere gli spazi di altri stili musicali occorre introdursi nella società, abbattere molte barriere, divisionismi e molte discriminazioni sociali ed anche religiose. La musica Cristiana, per essere conosciuta, deve penetrare nel vissuto quotidiano ed instaurare un rapporto con la società, nel suo complesso, nonché analizzare i processi ed il mutamento della società, dei suoi costumi e del modo di vivere la sessualità, sempre aderendo ai principi dell'etica e del rispetto degli altri. E' irrimandabile l'impegno, da parte di coloro che si occupano della canzone Cristiana, di rivolgersi a tutti e a coloro che, da esclusi, il divenire storico sta introducendo nel contesto della società, facendoli divenire attori e soggetti della nostra epoca, al pari di quanti, da sempre, vivono l'inclusione»

«Il nostro, a differenza di altri festival Cristiani, - affermano- può definirsi un progetto di vita, una rivoluzione identitaria che afferma la pedagogia dell'amore e dell'accoglienza, attribuendo alla fede Cristiana il suo autentico valore primigenio, smarritosi con il passare dei secoli. Nessuno è escluso dal progetto divino, che è un progetto di amore e di accoglienza, nonché di fratellanza umana».

 

"Occorre aprire i nostri cuori"

«Gesù nel Vangelo esorta, in continuazione, ad aprire i nostri cuori. Ed è questo il messaggio che il nostro Festival si prefigge di veicolare. Aprire i nostri cuori alla Pace, alla Fratellanza Umana, al diritto all'amore di ogni essere umano, al dialogo tra persone che vivono la propria vita ispirandosi a filosofie che ci appaiono lontane dalla nostra visione della realtà. Occorre, inoltre, sottolineare che il Cristianesimo è la filosofia della libertà, ossia della libertà di scegliere, di accogliere, di riflettere, di credere, di porre in discussione ogni verità preconcetta, di vivere come soggetto pensante e non come schiavo di ideologie e dogmi che ingabbiano la mente umana in schemi che lo allontanano dalla verità e dalla conoscenza reale della vita e dell'essere umano, la cui identità si esprime in multiformi diversità, ognuna degna di essere accolta come bene prezioso. Il messaggio Cristiano è, senz'altro, un messaggio provocatorio per chi è chiuso negli schemi di una pseudo-verità, che seleziona gli esseri umani secondo principi razzistici, in cui il bene ed il male sono assoggettate ad una logica che esclude e che non include, che non comprende che le diversità sono state create da Dio e, come tali, devono essere considerate dono da accogliere come valore inestimabile e sacro. Il male consiste nel danneggiare gli altri, non certamente vivere una diversità biologica, che deve potersi esprimere nell'ampio tessuto della vita umana. Il nostro messaggio è e sarà quello di Cristo, ossia aprire i nostri cuori: tale messaggio, mai come ora, è così pregnante. Occorre aprire i nostri cuori -concludono-  alla Pace e all'amore, perché viva l'armonia universale e vivano i diritti civili ed umani di ogni persona, nessuna esclusa». 

 

La vicenda del caso Luxuria

Tutto è iniziato quando il direttore artistico ha scelto proprio Vladimir Luxuria tra  gli ospiti della kermesse (dal 9 all'11 febbraio 2023), commosso dalle confessioni su Rai2 dell'attivista, che ha raccontato il suo riavvicinamento alla Chiesa grazie, anche, a un consiglio del prete d'assalto genovese Don Gallo. Evidentemente, la questione non è piaciuta troppo al Vescovo Suetta -che già pochi giorni dopo le elezioni aveva apertamente manifestato il suo pensiero sulla tematica Lgbtq+, stigmatizzando il relativismo etico della sinistra- che ha subito preso le distanze specificando che la Diocesi, al contrario della prima, non patrocina la seconda edizione del Festival, preferendole il Jubilmusic. Ieri, l'annuncio di Vladimir Luxuria: non parteciperà al Festival, per evitare tensioni. Toccante la sua dichiarazione, resa a La Repubblica: "La mia fede ha di nuovo vacillato un po'".

Davide Izetta

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