Coldiretti: “Più trasparenza con il nuovo marchio ‘Biollogico’”

Il nuovo marchio del biologico italiano rappresenta un passaggio fondamentale anche per la Liguria

Coldiretti: “Più trasparenza con il nuovo marchio ‘Biollogico’”

Il nuovo marchio del biologico italiano rappresenta un passaggio fondamentale anche per la Liguria. A sottolinearlo è Coldiretti Liguria, commentando il via libera della Conferenza Stato-Regioni al decreto che disciplina l’uso del marchio, fortemente sostenuto dall’organizzazione per garantire maggiore trasparenza ai consumatori e valorizzare il lavoro degli agricoltori.

I numeri del biologico in Liguria

In Liguria la Superficie Agricola Utilizzata (SAU) biologica ha raggiunto 7.823 ettari, con un aumento del 10,4% rispetto al 2022, un dato in linea con la media nazionale e con gli obiettivi europei della strategia Farm to Fork. Quasi un quinto della superficie agricola regionale è oggi coltivata con metodo biologico.

Coltivazioni: prevalgono prati e pascoli

Le coltivazioni biologiche regionali sono concentrate soprattutto su prati permanenti, pascoli ed erbai, che rappresentano oltre l’80% della superficie complessiva. Gli oliveti biologici si attestano a 570 ettari, mentre i vigneti bio continuano a crescere, raggiungendo 120 ettari.

Boeri: “Difendere il vero Made in Italy”

“Il nuovo marchio del biologico italiano è uno strumento decisivo per difendere e promuovere il vero Made in Italy anche in Liguria”, dichiara Gianluca Boeri, presidente di Coldiretti Liguria. “In una fase in cui aumentano le importazioni di prodotti biologici dall’estero, è fondamentale offrire ai consumatori garanzie chiare sull’origine e sulla qualità delle produzioni. Il biologico ligure rappresenta un patrimonio ambientale e produttivo importante, che va tutelato e valorizzato”.

Rivarossa: sostegno alle imprese e filiere corte

“La Liguria conferma una forte vocazione al biologico dal punto di vista della superficie coltivata, ma resta fondamentale sostenere le imprese che scelgono questo metodo produttivo”, sottolinea Bruno Rivarossa, delegato confederale di Coldiretti Liguria. “Il nuovo marchio può diventare un elemento chiave per rafforzare il legame tra agricoltori e consumatori, soprattutto nei mercati contadini e nelle filiere corte, dove il biologico dimostra anche un ruolo importante nella riduzione dello spreco alimentare”.

Il quadro nazionale e gli obiettivi UE

Il valore ambientale del biologico ligure si inserisce in un contesto nazionale in forte crescita: nel 2023 la SAU biologica italiana ha raggiunto 2,5 milioni di ettari, pari al 19,8% della superficie agricola totale, avvicinando l’Italia all’obiettivo europeo del 25% entro il 2030. Un modello di sostenibilità che Coldiretti Liguria intende continuare a promuovere puntando su qualità, origine territoriale e trasparenza.