Il cielo in una stanza, Sapore di sale e decine di brani memorabili. E’ morto a 91 anni Gino Paoli, un pilastro della musica italiana. La sua ultima apparizione a Sanremo nel 2023, come super ospite voluto da Amadeus, accanto a Gianni Morandi. Era nato a Monfalcone il 23 settembre 1934 e viveva a Genova
Camicia scura e giacca bianca – per l’ultima volta sul palco dell’Ariston – aveva cantato “Una lunga storia d’amore”, poi “Sapore di sale” e infine “Il cielo in una stanza” accompagnato al pianoforte da Danilo Rea. “Sono felice di essere qui, anche se è una gabbia di matti”, aveva detto simpaticamente Paoli, che si era poi lasciato andare ai ricordi, ai tradimenti e a una gaffe divenuta epica che aveva coinvolto la buonanima di Little Tony… e signora.
Il cordoglio del presidente della Regione Liguria Marco Bucci
“La scomparsa di un artista del calibro Gino Paoli non può che lasciare un vuoto indelebile nel panorama musicale. Se ne va uno dei più grandi cantautori italiani, un pilastro che con le sue note ha portato l’immagine di Genova e della Liguria in Italia e nel mondo. Paoli lascia dietro di sé un’eredità immensa di arte, musica, poesia e cultura che sarà per sempre capace di parlare ai cuori di tutti noi. In questo giorno triste ci stringiamo ai suoi cari, alla sua famiglia e ai suoi amici”. Così il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, commentando la notizia della scomparsa del cantautore Gino Paoli. Nel 2022 l’artista era stato insignito con la “Croce di San Giorgio”, onorificenza istituita da Regione Liguria.
“Ci lascia un pezzo di storia della musica italiana, capace di regalarci emozioni ‘senza fine’ – aggiunge la vicepresidente e assessore alla Cultura Simona Ferro-. Con la sua musica originale e autentica, Gino Paoli ha incarnato l’anima più profonda del cantautorato italiano, tanto apprezzato in patria come nel mondo. La sua voce e la sua poesia rimarranno per sempre nei nostri cuori, insieme all’amore sincero che nutriva per Genova e la Liguria, la terra che accolse la sua famiglia e a cui rimase legato per tutta la vita”.
Mogol: “Un caro amico, negli ultimi tempi un po’ depresso”
Sono decine i commenti di cordoglio e ricordo della figura di Gino Paoli, a cominciare dal grande cantautore Mogol, che sul palco dell’Ariston è salito proprio in occasione dell’ultima edizione, per essere premiato.
“Mi dispiace immensamente. Era un caro amico, molto, molto caro. È stato un grandissimo autore e compositore. A parte la sua bravura come interprete, vorrei che fosse ricordato soprattutto come un autore e compositore di primo piano”. Con voce rotta dalla commozione, Giulio Rapetti in arte Mogol risponde così all’Adnkronos commentando a caldo la morte di Gino Paoli. “Negli ultimi tempi era un po’ depresso – rivela – Io l’ho sentito, ho cercato di incoraggiarlo, ma era molto giù. Lo ricordo come un caro amico e un grande artista”.
Mogol è legato a Gino Paoli anche da un aneddoto che ha fatto la storia della musica italiana, e che riguarda il celebre brano ‘Il cielo in una stanza’. “Dato che era un mio caro amico, presi questo brano capolavoro che lui scrisse, che contiene versi indimenticabili come ‘il cielo non ha più pareti ma alberi’, e lo feci sentire a Mina. Avevo capito che era un pezzo meraviglioso, lei lo ascoltò e le piacque molto. Io non ho fatto nulla – si schermisce Mogol – se non far ascoltare a lei la canzone. E così, abbiamo avuto la fortuna di questo bellissimo brano di Gino cantato da una voce come quella di Mina”.