il caso

Il muretto sarà abbattuto (“ma tornerà”). Lo sfogo social del Sindaco Giuffra che non fa marcia indietro e spiega

A Riva Ligure anche una raccolta di firma per modificare il progeto che prevede la demolizione del muretto sulla passeggiata a mare

Il muretto sarà abbattuto (“ma tornerà”). Lo sfogo social del Sindaco Giuffra che non fa marcia indietro e spiega

A margine della conferenza stampa conclusa pochi minuti fa, in cui il Sindaco Giorgio Giuffra ha chiarito la posizione sua e dell’amministrazione sulla querelle legata al restyling del lungomare, della passeggiata e la raccolta firme per impedire l’abbattimento del relativo muretto, lo stesso Giuffra ha pubblicato una sorta di sfogo dopo le polemiche che anno animato il dibattito degli ultimi giorni: “Senza scorciatoie, senza paura, con il muretto e le palme al loro posto” il titolo della lettera del sindaco, che allega anche il rendering del progetto

“Senza scorciatoie, senza paura, con il muretto e le palme al loro posto”

Abbiamo aspettato qualche giorno.
Non per prendere tempo, ma per rispetto.
Rispetto per Riva Ligure.
Rispetto per chi ama questo paese, per chi partecipa, per chi firma, per chi discute.
Perché il confronto non fa paura: fa crescere, sempre.
Ma ad un certo punto bisogna dire le cose come stanno.
Senza slogan, senza polemiche costruite.
Amministrare non è inseguire il consenso.
È decidere.
È metterci la faccia.
Il vecchio “muretto” era strutturalmente fragile, in alcuni tratti pericolante, e non aveva le caratteristiche minime per essere un vero parapetto.
Qui non c’entra la nostalgia.
Non c’entra l’estetica.
Qui c’entra una parola sola: responsabilità.
Sulla sicurezza non si tratta.
La sicurezza non è un’opinione.
È un dovere.
Abbatterlo è stato facile? No.
È stato necessario? Sì.
E chi dice il contrario, semplicemente, non dice la verità.
Il progetto che stiamo portando avanti non cancella la storia di Riva Ligure.
La rilancia.
Il “muretto” tornerà, a partire da alcune scelte chiare e non negoziabili: il mantenimento del doppio affaccio, perché si possa continuare ad ammirare sia il mare sia il borgo; un’accessibilità piena e concreta, davvero per tutti; la tutela delle palme esistenti, che rappresentano un elemento identitario del luogo.
Potevamo fare la scelta più comoda.
Abbiamo fatto quella giusta.
Quella che guarda avanti.
Quella che dura nel tempo.
Il compito della Civica Amministrazione è uno solo: migliorare la qualità della vita.
Oggi e soprattutto domani.
Sappiamo che i cantieri danno fastidio.
Creano disagi.
Generano malumori.
Non li neghiamo.
Non li sminuiamo.
Ma siamo convinti che il risultato finale restituirà a Riva Ligure una passeggiata più sicura, più inclusiva, più moderna.
All’altezza del futuro che vogliamo costruire, insieme.
Senza scorciatoie, senza paura, con il muretto e le palme al loro posto.
Riva, sempre più Riva.
P.S.: correttezza impone di ringraziare l’ex Comandante della Polizia Locale, Giuseppe Marsiglia. Il suo contributo è stato determinante per non rinunciare al “muretto”. Non ci riferiamo alla petizione che ha promosso, ma al parere autorevole fornitoci nell’ottobre scorso che ha consentito, nei mesi successivi, di rivedere il progetto iniziale.

La formula usata dal sindaco in risposta al post di un cittadino, Mauro Pinna, tra gli animatori della protesta, che ieri aveva pubblicato una sorta di poesia (titolo Gli uomini non cambiano)  in difesa del muretto e per contestarne la demolizione. Pinna pubblicava in particolare anche le foto della balaustra del vicino Santo Stefano al Mare.

𝑮𝒍𝒊 𝒖𝒐𝒎𝒊𝒏𝒊 𝒏𝒐𝒏 𝒄𝒂𝒎𝒃𝒊𝒂𝒏𝒐

Ecco il progresso, la miglioria promessa, ferro
esposto al sale, superbo ieri, oggi già ferito,
che al primo inverno piega il suo metallo
e al sole marino mostra il volto arso e avvizzito.
La ruggine fiorisce, bruna rosa,
sul petto delle ringhiere arroganti;
il vento incide, l’acqua scrive, posa
la sua condanna su quei sogni erranti.
Accanto, sedili d’algida fattura,
geometrie che ignorano la carne:
fredde d’ombra, roventi alla calura,
non sanno accogliere né sostare.
E le nonnine, lievi come foglie,
vi si posano in cerca di riposo,
ma il seggio alto i piedi loro scioglie
nel vuoto goffo d’un disagio esposto.
Restano sospese, piccole regine
su troni nati senza umanità:
non toccan terra le stanche caviglie,
né trovano misura alla loro età.
Ma il muretto , umile, basso, vero,
conosce il peso quieto dei gomiti,
il passo lento, il silenzio leggero
di chi guarda il mare e scioglie i propri limiti.
Non chiede lode, né vernice nuova,
né teme il tempo, amico paziente:
ogni stagione lo sfiora e lo prova,
ma resta, saldo, umano, accogliente.
Il ferro invece promette eternità
e in pochi anni già si disfa e mente;
la pietra tace e nella sua lealtà
dura più a lungo d’ogni progetto splendente.
O uomini frettolosi del “moderno”,
che amate il nuovo più del necessario,
volete abbattere ciò che è fraterno
per un arredo freddo e provvisorio?
Guardate il mare: giudice severo,
che con il sale svela ogni illusione.
Ciò che non nasce vero, cade leggero,
corroso lento dalla sua ragione.
Lasciate dunque al tempo la sua pietra,
che sa di mani, sguardi e di memorie:
meglio un bordo consunto che penetra
nel cuore, che mille forme senza storie.