Imperia, 500 fedeli alla Rabina per la fine del Ramadan: festa, integrazione e dialogo con il Comune

Presente il sindaco Claudio Scajola: “Nessuno deve odiare”. Piccardo rilancia il progetto di un nuovo luogo di incontro per la comunità islamica

Imperia, 500 fedeli alla Rabina per la fine del Ramadan: festa, integrazione e dialogo con il Comune

Circa 500 persone si sono ritrovate alla Rabina di Imperia per celebrare la fine del Ramadan, uno dei momenti più importanti per la comunità islamica locale. Una giornata di festa, preghiera e condivisione, che ha visto anche la partecipazione del sindaco Claudio Scajola.

Il significato del Ramadan

A guidare la comunità, Hamza Roberto Piccardo, che ha sottolineato il valore simbolico dell’evento: “La nostra comunità anche quest’anno ha festeggiato la fine del mese di Ramadan in questo splendido paesaggio”.

“Durante l’incontro – ha aggiunto Piccardo -, l’imam ha ricordato i principi vissuti nel mese sacro, invitando tutti a proseguirli anche nel resto dell’anno, nel segno della solidarietà, del rispetto e della convivenza. Un richiamo ai valori di spiritualità e autocontrollo che caratterizzano questo periodo”.

Il progetto di un nuovo luogo di incontro

Presente alla celebrazione anche il sindaco Claudio Scajola, che ha fatto riferimento a un progetto per la realizzazione di un nuovo spazio per la comunità islamica, definendolo “un’idea grandiosa” presentata proprio da Piccardo.

Un’iniziativa che potrebbe rappresentare un ulteriore passo avanti nel percorso di integrazione sul territorio.

Il messaggio sull’integrazione

Nel suo intervento, Scajola ha ribadito l’importanza del dialogo interreligioso: “Sono orgoglioso di dire che nella nostra città c’è una buona integrazione. Questo accade perché si sta insieme, rispettandosi e crescendo insieme”.

Il sindaco ha poi sottolineato come la convivenza passi dal rispetto reciproco e dalla capacità di unire le diversità.

L’appello ai più giovani

Un passaggio è stato dedicato soprattutto alle nuove generazioni: “Insegnate a questi bei bambini e ai bambini lontani che sono vostri parenti, che non bisogna mai odiare nessuno. È difficile, ma ci si può riuscire. La battaglia più importante è contro il nemico che abbiamo dentro di noi”.

Un invito alla responsabilità individuale e alla costruzione di una società basata sulla comprensione e sul rispetto.

Una giornata di festa

La giornata si è conclusa in un clima sereno, tra momenti di convivialità e partecipazione. Un appuntamento che conferma il ruolo della comunità islamica come parte attiva del tessuto sociale imperiese.