Il caso

“La campana dell’accusa: Sanremo risuona contro un diritto delle donne”

"È una campana a morto, priva di vitalità, che trasforma la presunta pietà in violenza simbolica e la memoria in strumento di colpevolizzazione"

“La campana dell’accusa: Sanremo risuona contro un diritto delle donne”

La “Campana dei Bimbi non Nati”, dichiaratamente dedicata a commemorare i bambini non nati “a causa dell’aborto” sta destando indignazione in provincia di Imperia. Anche Maria Spinosi del gruppo Ventimiglia Progressista interviene sul caso.

“La campana dell’accusa: Sanremo risuona contro un diritto delle donne”

“Non si tratta di un gesto neutro né di un semplice richiamo alla preghiera. È un atto pubblico, simbolico e reiterato che carica lo spazio cittadino di un giudizio moralistico e accusatorio contro un diritto riconosciuto dallo Stato: l’interruzione volontaria di gravidanza” commenta Maria Spinosi.
“Un diritto conquistato per tutelare la libertà, la salute e la dignità delle donne, spesso attraversate da fragilità, drammi, solitudini e scelte laceranti che nessun rintocco può comprendere o assolvere”.

E aggiunge: “Quella campana non parla di misericordia: il suo eco diffonde sensi di colpa, vergogna morale, paternalismo e disprezzo verso l’esperienza concreta delle persone. È un suono che non accompagna, ma giudica; non accoglie, ma condanna; non cura, ma riapre ferite.
“È una campana a morto, priva di vitalità, che trasforma la presunta pietà in violenza simbolica e la memoria in strumento di colpevolizzazione.

“Non scandisce il tempo della comunità: lo riavvolge all’indietro.
Riporta la città a una visione regressiva, dove la complessità dell’esistenza viene ridotta a slogan morali e la coscienza individuale viene schiacciata sotto il peso di una condanna ritualizzata.

“Di certo Sanremo non ha bisogno di rintocchi che dividono, giudicano e umiliano, ma di rispetto, ascolto e responsabilità verso la vita reale, concreta e presente delle persone”.