La Cassazione boccia la cannabis light: venderla è reato
La Cassazione ha deciso. Tutti i derivati della cannabis light non potranno essere venduti, a meno che "non siano in concreto privi di efficacia drogante"

La Cassazione ha deciso. Tutti i derivati della cannabis light non potranno essere venduti, a meno che "non siano in concreto privi di efficacia drogante". Un aspetto che inevitabilmente sarà valutato caso per caso.
La Cassazione boccia la cannabis light: venderla è reato
Un duro colpo per tutto quel florilegio di commercianti, coltivatori e perché no anche consumatori che soprattutto negli ultimi mesi era nato intorno al business della canapa light. In Liguria sarebbero almeno una ventina i negozi specializzati nel settore, che comprende anche una serie di prodotti e gadget dei più variegati: leccalecca, croccantini per animali, magliette, cioccolata e farina. E ovviamente, almeno fino a ieri, la marijuana leggera, ossia con un principio attivo thc inferiore allo 0,5%.
Esulta subito il ministro Matteo Salvini, "siamo contro ogni tipo di droga senza se e senza ma", mentre il Pd, di fronte alla chiusura di quasi un migliaio di negozi in tutta Italia, chiede la tutela dei lavoratori impegnati nel settore, che sarebbero circa 15mila, con un giro di affari pari a 150milioni. Secondo Coldiretti le aziende agricole che coltivano cannabis light sarebbero almeno 2mila.
Pronti a organizzarsi alcuni imprenditori: "così si crea un mercato nero regalandolo alla criminalità organizzata. Non abbiamo paura perché la decisione della Cassazione lascia aperta la possibilità di vendere la canapa non drogante, ossia la nostra. Andiamo avanti nella discussione".