Il Jungle Bird è uno di quei cocktail che riescono a essere tropicali senza diventare mai banali. Nato negli anni Settanta a Kuala Lumpur, unisce rum, ananas, lime e Campari in un equilibrio particolare, dove la dolcezza della frutta incontra una nota amara e profonda. È un drink esotico, ma con un carattere adulto. Fresco, intenso e sorprendentemente complesso.
La sua forza sta proprio nei contrasti. Da una parte l’ananas, morbido e solare, dall’altra il bitter, con quella vena amara che impedisce al cocktail di diventare semplicemente dolce. Un equilibrio che negli anni lo ha trasformato in uno dei grandi classici della miscelazione tropicale.
Dietro al mio bancone il Jungle Bird ha preso una strada diversa, diventando il Pineapple Highball. Il rum lascia spazio al mezcal, che porta nel bicchiere il carattere affumicato dell’agave. L’ananas rimane protagonista, ma viene prima grigliato: il calore ne concentra gli zuccheri e aggiunge note caramellate e leggermente tostate, trasformando completamente il suo profilo.
Il cacao bianco porta morbidezza e una delicata sfumatura aromatica, mentre la kombucha al caffè aggiunge acidità, effervescenza e una nota più scura e tostata. È proprio questo contrasto a mantenere il cocktail fresco e bevibile, nonostante la profondità degli ingredienti.
A completare il drink c’è la sua struttura dissetante. Un modo diverso di raccontare un cocktail tropicale, dove il fumo del mezcal incontra la dolcezza dell’ananas e le note di cacao e caffè riportano tutto verso una dimensione più adulta.
E forse è proprio qui che entra la Riviera di Ponente. Perché Sanremo è da sempre un luogo dove il Mediterraneo incontra il mondo: gli agrumi, il mare, le palme e i giardini convivono con il desiderio di guardare oltre l’orizzonte. Il Pineapple Highball nasce un po’ così, da un viaggio tropicale che passa attraverso un bancone della Riviera e cambia profumo lungo la strada.
Il risultato è un cocktail che conserva l’anima esotica del Jungle Bird, ma la racconta con una voce più affumicata, fresca e contemporanea. Un drink che parte dai tropici e arriva fino al Ponente, lasciandosi dietro il profumo dell’ananas grigliato e una leggera scia di fumo.Perché i grandi classici non hanno bisogno di restare fermi nello stesso posto. A volte basta cambiare latitudine, accendere una griglia e vedere dove porta il vento.
E magari farvi venire voglia di tornare qui, la prossima settimana, per scoprire il prossimo racconto da bere.
(Riccardo Semeria, professionista sanremese con esperienza internazionale, ha vinto per il secondo anno consecutivo il titolo Aibes di miglior barman della Liguria)
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