Parla Giulia Gorlero

“Mi è dispiaciuto non essere un tedoforo. Ma ho messo da parte l’orgoglio e ho partecipato alla festa”

"Mi è dispiaciuto non essere un tedoforo. Ma ho messo da parte l'orgoglio e ho partecipato alla festa"

“Mi è dispiaciuto non essere un tedoforo. Ma ho messo da parte l’orgoglio e ho partecipato alla festa”

La Fiamma Olimpica ha attraversato la provincia di Imperia (capoluogo, Sanremo, Dolceacqua e Ventimiglia) accompagnata dai tedofori, appassionati e curiosi. Alla fine della giornata, arriva il commento di Giulia Gorlero, ex pallanuotista.

 

La confessione di Giulia Gorlero: “Mi è dispiaciuto non essere tedoforo, ma poi…”

L’atleta imperiese ammette di non avere preso con la proverbiale filosofia, almeno inizialmente, il fatto di non essere stata scelta come tedoforo. Ma di essere riuscita ad andare oltre, a “mettere da parte il suo piccolo io” e a partecipare, e godersi, comunque la festa. Lo scrive in un lungo post su facebook.

 

«Esprimo due parole per quello che è successo questa mattina – scrive -. Lo ammetto, 2 giorni fa ero davvero dispiaciuta di non esser stata scelta per portare la fiaccola olimpica. Rappresentava per me tante valori, ricordi. Poi, per fortuna, ieri pomeriggio mi sono messa a riflettere un pó. Era il mio orgoglio ad esser stato ferito? Forse si, non lo so, sicuramente non solo lui.»

 

«Considerando che i tedofori ad Imperia erano tutte persone comuni, persone che avevano fatto la domanda più di un anno e mezzo fa tramite apposito portale, mi sono detta:  Giulia, te hai avuto la bravura, fortuna di poter partecipare a 2 Olimpiadi, 2 cerimonie di apertura, 2 volte hai potuto ammirare l’accensione della fiaccola principale nello stadio a pochissimi metri, hai potuto respirare l’aria del villaggio, degli atleti, hai vinto un argento olimpico. Sii felice per chi domani porterà quella fiaccola, perché proverà emozioni bellissime simili alle tue, saranno colmi di gioia! Ed ecco perché ho accettato di partecipare questa mattina alla festa.»

 

«Perché ho messa da parte “il mio piccolo io” quello che faceva parlare l’orgoglio, e ho dato risalto a quello che diceva il cuore. Non mi interessa chi ha scelto chi. Sono felice per i ragazzi e le persone che hanno potuto portare questo simbolo così bello – ha concluso -.  È stato bello ed emozionante vedere così tante persone, bambini alla festa! Lo sport unisce, lo sport fa bene e crea valori! È questa la cosa più importante. Nient’altro».