"e' stata una storia di famiglia"

Padre e figlia di Sanremo alla Maratona di New York. Il commovente racconto dell’imprenditore Giuseppe Fera

La sera prima aveva 39,6 di febbre. Sembrava tutto finito, sembrava che non potesse nemmeno presentarsi al via. Invece...

Padre e figlia di Sanremo alla Maratona di New York. Il commovente racconto dell’imprenditore Giuseppe Fera
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Fra gli oltre 60mila corridori della mitica Maratona di New York, corsa domenica 1 novembre e vinta dallo svedese Andreas Almgren davanti al mezzofondista italiano Yeman Crippa, c’erano anche due sanremesi, brandizzati con loghi e slogan di Sanremo: l’imprenditore edile Giuseppe Fera (figlio dell’ex assessore all’ambiente delal giunta Zoccarato) e la figlia Victoria.

Il messaggio pubblicato da Pino Fera che racconta l’esperienza newyorkese

Nelle ore successive alla sua partecipazione alla Maratona di New York, dove ha indossato una maglia realizzata da Rebel Digital di Sanremo con tanto di logo concesso dal Comune, Fera ha raccontato un po’ di aneddoti sia della preparazione, sia della partecipazione insieme alla figlia Victoria. La maglia, di cui pubblichiamo qui sotto la foto, riportava questo slogan: “”Live & Love & Run – Sanremo New York. 6.400 to get there, 26.2 miles to make it”, che tradotto dall’inglese vuol dire: “6.400 chilometri per arrivarci, 26,2 miglia per farcela”.

Ecco il suo scritto.

Un anno di sveglie alle 3, alle 4, alle 5 del mattino.
Corse sotto il freddo, sotto la pioggia, sotto il sole a picco. Anche in vacanza.
Tutto questo senza togliere un minuto alla mia famiglia e al mio lavoro. Solo sacrificio, testa e cuore.
Sono nato e cresciuto a Sanremo e questo è stato il mio regalo più grande. Ho avuto il mare, la spiaggia, la nostra ciclabile e l’entroterra come palestra a cielo aperto. Un privilegio non da poco .
A marzo sembrava finita: rottura del legamento della caviglia, 3 mesi fermo. Ma non mi sono mai fermato davvero. Anche zoppo, un passo alla volta, ho continuato.
E poi c’è stata la cosa più bella di tutte: questa maratona, la 50ª edizione caduta proprio ad Halloween, l’ho corsa con mia figlia Victoria .
La sera prima aveva 39,6 di febbre. Sembrava tutto finito, sembrava che non potesse nemmeno presentarsi al via. Invece la mattina era lì. Ha stretto i denti ed è partita.
Abbiamo corso insieme sul Ponte di Verrazzano, spalla a spalla. Poi l’ho lasciata andare al suo passo e io al mio.
E lei, nonostante la febbre della notte prima, un po’ camminando e un po’ correndo, con un cuore enorme, è riuscita a finirla.
Non potete capire l’orgoglio. Vederla tagliare quel traguardo è stata l’emozione più grande di tutta la mia vita. Sarà per sempre nel mio cuore.
Se ho tagliato quel traguardo lo devo a persone speciali:
al mio grande amico Alessandro Condó che mi ha aiutato in tutto e per tutto nel recupero, al Dott. Sergio Ferraro,primario ortopedia , al nutrizionista Beschi Stefano, e a Carlo Chiappini, che per sei mesi si è alzato con me alle 4, alle 5 del mattino per correre insieme.
Ho corso con la maglia di Sanremo sul petto. Per portarla a New York e in giro per il mondo.
E per questo voglio ringraziare l’Assessorato al Turismo del Comune di Sanremo, nella persona dell’Assessore Alessandro Sindoni, per avermi permesso di portare i colori della nostra città in una vetrina così importante.
Questa non è stata solo una maratona. È stata una storia di famiglia