Domenica scorsa, accompagnata da polemiche e interrogazioni consigliari da parte dell’opposizione al Sindaco di Lavagna (che aveva dato il patrocinio all’evento) si è svolto un dibattito dal titolo eloquente (rispetto a dove si voleva andare a parare): “Pane non pietre. Domande giuste per risposte sbagliate. Gender e dintorni”, con relatore principale il vescovo di Ventimmiglia-Sanremo monsignor Antonio Suetta, divenuto una sorta di figura religiosa di riferimento di un certo mondo cattolico a seguito dell’iniziativa della campana “contro l’aborto” a Sanremo. Il dibattito si è svolto e tutto alla fine è filato liscio senza polemiche ulteriori, coem sottolinea una nota di Pro Vita e famiglia, tra i sostenitori dell’iniziativa.
Il comunicato di Pro Vita e famiglia: “Grazie vescovo Suetta. Le polemiche non sono servite”
Le polemiche non sono servite – scrive in una nota Pro Vita e famiglia del Tigullio – l’Auditorium Campodonico di Lavagna, grazie alla disponibilità del Comune per le iniziative culturali, era pieno di persone interessate. Due ore di relazione e domande non sono state sufficienti a soddisfare la sete
di approfondimento della Dottrina Cattolica che in questi casi ricalca il Diritto Naturale.
Ricordando un passo del Vangelo Mons. Suetta ha titolato Pane e non Pietre la Sua riflessione. Molti cattolici hanno evidenziato come , almeno nella Diocesi di Chiavari, non sempre questi argomenti sono stati trattati con la dovuta chiarezza . Anzi a chi cercava il dialogo non sono state fornite risposte, invece di parole sono arrivate a tanti pietre da chi ha opposto una rigidità di contrapposizione a quei Cattolici che osservanti del Magistero
della chiesa ponevano obiezione. Una sorta di contrapposizione si è cretata dove siamo stati divisi fa buoni (gli “accoglienti”) e cattivi (quelli falsamente ritenuti, per ignoranza, “non accoglienti”).
La spiegazione del Catechismo della Chiesa Cattolica è stato evidente e chiaro, senza omissioni . Molti hanno evidenziato a Mons. Suetta il desiderio di approfondire ancora i Temi trattati e abbiamo strappato una promessa di una sua prossima disponibilità per Rapallo”
Nel frattempo, come anticipato, i consiglieri Alessio Chiappe e Massimo Amicone, del gruppo “Lavagna Bene Comune”, hanno depositato un’interrogazione che chiede spiegazioni sulla concessione del patrocinio comunale all’evento, dove nelle locandine figura la partecipazione di un partito politico Democrazia Sovrana Popolare. Cosa esclusa dal regolamento comunale.
Il “chiarimento” di Democrazia Sovrana Popolare
Il movimento Democrazia Sovrana Popolare, a seguito di alcune segnalazioni, ritiene “opportuno chiarire che l’incontro con monsignor Antonio Suetta, vescovo della diocesi di Ventimiglia-Sanremo, previsto per domenica 26 aprile a Lavagna, non è organizzato da Democrazia Sovrana Popolare. Il partito partecipa solamente all’evento, come risulta dalla locandina, e in questo senso ha emesso un comunicato stampa per promuoverlo”. Vero è che le locandine distribuite per promuovere l’evento riportavano a chiare lettere “Con la partecipazione di Democrazia Sovrana Popolare”, una dicitura probabilmente fuorviante.
