Il Comune di Imperia apre la selezione per 25 collaboratori civici destinati al servizio comunale “Presidio Amico”, il progetto pensato dall’amministrazione per rafforzare la presenza sul territorio e offrire un punto di riferimento soprattutto nelle aree frequentate da famiglie e bambini. Le domande dovranno essere presentate entro il 7 settembre 2026, tramite Pec all’indirizzo del Comune oppure consegnate a mano all’Ufficio Protocollo.
Presidio Amico, il Comune di Imperia cerca 25 collaboratori civici
Il progetto prevede una presenza nei parchi, nei quartieri e davanti alle scuole, con l’obiettivo di affiancare le attività delle forze dell’ordine e contribuire a creare una maggiore percezione di sicurezza. “Con questo servizio vogliamo garantire una presenza costante, vigile e rassicurante nei parchi, nei quartieri e davanti alle scuole della nostra città. L’obiettivo primario è di trasmettere un senso di protezione e di sicurezza soprattutto di mamme e bambini affinché ognuno possa vivere la città con serenità e fiducia”, dichiara il sindaco Claudio Scajola.
Il Pd chiede chiarezza sulle regole
Proprio sul funzionamento del servizio, però, si apre il confronto politico. Questa mattina i consiglieri comunali di minoranza del Partito Democratico Ivan Bracco, Deborah Bellotti e Daniela Bozzano hanno incontrato i media nella sede del Pd per esprimere le proprie perplessità sull’iter seguito dall’amministrazione.
Bracco ha precisato innanzitutto che il gruppo è favorevole al principio alla base dell’iniziativa: “Premetto siamo favorevoli alla presenza di persone che coadiuvano le forze dell’ordine sul territorio cittadino”. Le critiche riguardano invece le modalità con cui il progetto è stato impostato.
Secondo il consigliere dem, durante la discussione in Commissione e successivamente in Consiglio comunale, la minoranza aveva evidenziato alcune criticità rispetto alla normativa di riferimento. “Siamo stati costretti a rivolgerci al difensore civico di Genova perché nella fase di discussione prima in Commissione e poi in Consiglio avevamo evidenziato delle mancanze in confronto alla legge Maroni che istituiva proprio questa tipologia di figura”, ha spiegato Bracco.
Il consigliere riferisce quindi che il difensore civico avrebbe rilevato alcune irregolarità. “La risposta del difensore civico è stata molto chiara, non c’è stato accordo con la Prefettura, c’è stata violazione dell’articolo 3 del decreto Maroni e in più si evidenzia che queste persone non possono essere pagate perché il volontariato deve essere a titolo gratuito”.
Da qui la richiesta di un confronto con il Prefetto, già interessato della questione dal difensore civico. L’obiettivo, sottolinea Bracco, è arrivare rapidamente a una soluzione che consenta di far partire il servizio, ma nel rispetto delle norme.
“Adesso abbiamo chiesto l’incontro col Prefetto perché è stato interessato dal difensore civico, perché bisogna trovare velocemente una soluzione per poter far partire questo servizio fondamentale per la città, però deve essere regolare, deve rispettare la legge per tutela sia per i cittadini ma anche per gli stessi operatori che devono svolgere il loro servizio secondo le norme”, conclude il consigliere del Pd.
Il confronto si apre dunque proprio mentre il Comune ha avviato la selezione dei 25 collaboratori civici. Da una parte l’amministrazione punta a far partire un servizio considerato strategico per aumentare la presenza e la sicurezza percepita in alcune zone della città; dall’altra la minoranza chiede che, prima dell’avvio, vengano chiariti tutti gli aspetti normativi e organizzativi.