La testimonianza dei volontari

«Quella volta che tre imperiesi accompagnarono la Fiamma Olimpica»

In attesa del passaggio della Torcia (10 gennaio) i ricordi di Mirco e Marco Marvaldi e Alfredo Butelli per Torino 2006

«Quella volta che tre imperiesi accompagnarono la Fiamma Olimpica»

Tutto il ponente ligure conta i giorni che separano la Riviera dei Fiori dal passaggio della Fiamma Olimpica, in viaggio per raggiungere il braciere olimpico di Milano-Cortina 2026. La Torcia passerà da Imperia, Sanremo, Dolceacqua e Ventimiglia sabato 10 gennaio. La trepidante attesa diventa occasione per ricordare quando, nel 2006, in occasione delle Olimpiadi di Torino, tre imperiesi accompagnarono la Fiamma di Olimpia nel suo viaggio di 64 giorni fino alla cerimonia di apertura come volontari. E, in qualche occasione, anche come tedofori

 

Tre imperiesi al seguito della Fiamma Olimpica

Mirco Marvaldi, Alfredo Butelli e Marco Marvaldi hanno partecipato a tutte le varie operazioni: in particolare nell’accoglienza e vestizione tedofori, nella tracciatura del percorso e dei cambi e anche in qualità di tedoforo stesso, Un impegno giornaliero costante, vissuto con passione e responsabilità e terminato con la partecipazione alla cerimonia di apertura ed accensione del grande braciere simbolo di Torino 2006.

«Alcuni di quei simboli – raccontano – che hanno caratterizzato la nostra partecipazione all’evento del viaggio: la torcia, la divisa di tedoforo e quella di volontario, le immagini fotografiche, il libro del racconto “sotto una diversa luce” sono ancora ben custoditi e conservati nelle nostre case, per non dimenticare che abbiamo potuto vivere ed essere onorati di aver partecipato, in prima persona, al più grande evento itinerante mai attraversato nel nostro Paese Esperienza unica ed irripetibile che ci ha permesso di scoprire un’altra Italia capace di gioire, di entusiasmarsi e di commuoversi»

 

«Emozioni uniche anche solo per qualche centinaio di metri»

Tanti i ricordi legati all’esperienza: gli incontri con le grandi personalità dello sport, della cultura e della politica, il passaggio in luoghi simbolo dello Stivale (Matera, Superga, i comprensori sciistici della Sella Ronda, Val Gardena e Val di Fassa), la sfilata a Longarone per ricordare le  vittime del Vajont, gli incontri con i campioni dello sci alpino francese nelle località ex sedi olimpiche di Briancon, Grenoble e Alberville, la scalata della torcia al Monte Bianco e sulla Mole, la partenza del primo tedoforo… Tutti ricordi indimenticabili.

 

«Portare la torcia olimpica, anche se solamente per poche centinaia di metri – concludono -, trasmette emozioni uniche e ricordi incancellabili per tutti, grandi e piccoli, persone di ogni ceto sociale, semplici cittadini e personaggi dell’intrattenimento e dello sport noti al grande pubblico: immagini che rimangono sempre nel cuore di coloro che hanno avuto questo privilegio, nel nostro cuore. Il ritrovo con gli altri tedofori, la consegna e la vestizione della divisa, la salita sul bus navetta, l’attesa dell’arrivo della fiaccola, il passaggio della fiamma, la corsa lenta un momento indimenticabile, l’incontro con il tedoforo successivo, fino all’accensione del tripode serale!»

 

Negli scatti la breve sosta di fronte al palazzo comunale del 2 gennaio 2006 alla presenza dell’allora sindaco di Imperia Luigi Sappa e del presidente della Provincia Gianni Giuliano, scortati in quella occasione, tra gli altri da Marco Marvaldi e Alfredo Butelli. A seguire Mirco Marvaldi tedoforo nell’attraversamento del centro storico di Livorno