Assessore Lombardi in missione

Regione Liguria al Colosseo per “Perché il turismo è”

"Un turismo più diffuso e destagionalizzato significa anche imprese più solide"

Regione Liguria al Colosseo per “Perché il turismo è”
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“Italia è economia del turismo“: è la frase che campeggiava sul grande pannello alle spalle dei partecipanti nella foto di rito che ha chiuso “Perché il turismo è“, l’evento promosso dal Ministero del Turismo e andato in scena oggi, sabato 17 ottobre, nella suggestiva cornice del Tempio di Venere, all’interno del Parco archeologico del Colosseo a Roma. Un messaggio che sintetizza il senso dell’iniziativa e il ruolo del turismo come motore dello sviluppo economico italiano, capace di creare occupazione, valorizzare i territori e generare nuove opportunità di crescita. Tra i presenti anche l’assessore al Turismo di Regione Liguria Luca Lombardi.

 

Regione Liguria al Colosseo per la promozione turistica

 

L’appuntamento, voluto dal ministro Gianmarco Mazzi, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, associazioni di categoria, imprese e operatori del settore. Un confronto a più voci sul significato del viaggio e sul ruolo che il turismo riveste nella società e nello sviluppo economico nazionale, con l’obiettivo di raccogliere idee, riflessioni e proposte da far confluire in un “Manifesto per il futuro” del turismo italiano.

 

A fare da sfondo all’iniziativa sono stati anche i nuovi dati presentati dal Ministero, che fotografano un settore in continua crescita. Nei primi nove mesi del 2026 l’Italia ha raggiunto 523,7 milioni di presenze turistiche, il 4,7% in più rispetto allo stesso periodo del 2025, con un incremento del 5% nel solo mese di settembre. Numeri che avvicinano il Paese a un nuovo record, dopo i 535,5 milioni di presenze registrati nell’intero 2025. Il comparto turistico rappresenta inoltre il 13% del PIL nazionale e dà lavoro a circa 3,3 milioni di persone, confermandosi uno dei principali motori dello sviluppo economico italiano.

 

“La forza del turismo è proprio quella di coinvolgere settori economici e realtà territoriali molto diversi tra loro – commenta Lombardi -. Non parliamo soltanto di alberghi e strutture ricettive, ma di un sistema che comprende ristorazione, commercio, artigianato, trasporti, cultura, agricoltura e tantissime professionalità. Quando il turismo cresce, i benefici possono raggiungere un numero molto ampio di imprese e lavoratori. Per questo credo che la sfida dei prossimi anni non debba essere soltanto quella di aumentare le presenze, ma soprattutto di creare valore per i territori, rendendo il turismo un motore di sviluppo capace di funzionare durante tutti i dodici mesi dell’anno”.

 

Un obiettivo che riguarda da vicino anche la Liguria, dove nei primi otto mesi del 2026 le presenze turistiche sono aumentate del 4,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un risultato positivo che si accompagna alla necessità di ampliare l’offerta e distribuire maggiormente i flussi, puntando anche sui mesi tradizionalmente meno frequentati e sulle località dell’entroterra.

 

“Abbiamo la fortuna di vivere in un Paese che offre una varietà straordinaria di destinazioni ed esperienze – aggiunge Lombardi -. Accanto alle grandi città, alle località balneari e alle mete più conosciute ci sono migliaia di borghi, piccoli comuni e aree interne che possono rappresentare una risorsa sempre più importante. La vera opportunità è riuscire a mettere in connessione queste realtà, facendo in modo che chi sceglie il mare possa scoprire anche un borgo, un percorso naturalistico, un prodotto tipico o un’esperienza culturale a pochi chilometri di distanza. E c’è poi un altro tema emerso con forza oggi, come ha evidenziato anche l’amministratore delegato di ENIT Ivana Jelinic: sui mercati internazionali dobbiamo essere sempre più capaci di presentarci come sistema Italia. Il nostro Paese è un brand straordinariamente riconoscibile e dentro questa forza comune ogni Regione, ogni destinazione e anche il più piccolo territorio può trovare il proprio spazio e raccontare la propria identità. Non significa rinunciare alle specificità, ma renderle ancora più forti all’interno di una strategia condivisa. È una direzione sulla quale stiamo lavorando anche in Liguria, rafforzando i collegamenti tra costa ed entroterra e costruendo un’offerta che unisca natura, cultura, enogastronomia e attività all’aria aperta. Un turismo più diffuso e destagionalizzato significa anche imprese più solide, occupazione meno legata ai singoli periodi dell’anno e maggiori opportunità per le comunità locali. La sfida non è soltanto fare più numeri, ma far crescere la qualità del turismo e il valore che il settore produce sui territori”.