L’Americano è uno di quei cocktail discreti ma intramontabili: vermouth rosso, bitter, una spruzzata di soda. Un classico aperitivo all’italiana, semplice, elegante, che funziona senza bisogno di proclami. Lo ordini all’aperitivo e lui fa il suo dovere, preciso e senza esagerazioni, come quei compagni di viaggio che sai ti porteranno a destinazione senza sorprese.
Eppure anche i grandi classici, ogni tanto, meritano una piccola deviazione. Dietro al mio bancone è nato il Palomito, un cocktail che unisce la freschezza agrumata del Paloma alla struttura del Mi-To, il classico Milano-Torino, vermouth e bitter. Un gioco tra due miti dei cocktail, nato anche dal ricordo di un libro che vedevo da bambino a casa: “Quando Sanremo odorava di mandarini” di Mario Cupisti. Prima ancora di aprirlo, mi aveva conquistato il titolo. E vicino al porto di Sanremo, gli alberi di mandarino c’erano davvero: l’aria era dolce, fresca, quasi frizzante, nei pomeriggi d’estate.
Il Palomito prende quella sensazione e la trasforma in un bicchiere. Vermouth e bitter restano la base solida, la soda al pompelmo rosa porta freschezza e luminosità, e poi arriva il gesto finale: uno spray leggerissimo di olio essenziale al mandarino verde. Elegante, sottile, invisibile fino a quando il bicchiere si avvicina alle labbra. È il primo profumo, quello che annuncia il sorso, che cambia l’intero cocktail. Servito in bicchiere tall con ghiaccio, diventa subito un’esperienza sensoriale completa.
Il Palomito racconta ricordi, luoghi, tradizione e un pizzico di gioco creativo. I classici vanno rispettati, certo. Ma a volte basta un dettaglio dosato con misura per farli viaggiare un po’.
E magari farvi venire voglia di tornare, la prossima settimana, per scoprire il prossimo…
Ogni giovedì su La Riviera in edicola la rubrica di Riccardo Semeria, premiato dall’Aibes per il secondo anno consecutivo miglior barman della Liguria, con un nuovo cocktail. Domani, 4 giugno, IL NEGRONI… vi aspettiamo