violazione diritto d'autore

Speedy Gonzales e i personaggi di Batman usati abusivamente su migliaia di Video Slot. Perquisizioni in Provincia di Imperia

Sequestrate oltre 4.600 schede di gioco per circa 9,5 milioni di controvalore

Speedy Gonzales e i personaggi di Batman usati abusivamente su migliaia di Video Slot. Perquisizioni in Provincia di Imperia

Da Speedy Gonzales a Flash ai protagonisti della saga di Batman, Joker, Catwoman e molti altri. Erano i personaggi utilizzati abusivamente – secondo le accuse della Guardia di Finanza – su apparecchi News Slot diffusi sul territorio nazionale. Basi dell’illecito, scoperto dai finanziari agli ordini del generale Alessandro Langella, erano Torino, Imperia, Cesena, Roma, Milano e Ravenna, al centro di numerose perquisizini.

L’inchiesta “Leggenda Svelata” della Guardia di Finanza

Le indagini hanno individuato una produzione su scala industriale e commercializzazione di schede per Videoslot con software con marchi contraffatti e contenuti lesivi del diritto d’autore. Sequestrate oltre 4.600 schede di gioco per circa 9,5 milioni di controvalore.

I militari del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Torino hanno svolto, sotto il coordinamento della  locale Procura della Repubblica, un’articolata attività investigativa nel settore del gioco e dell’intrattenimento,
finalizzata al contrasto della contraffazione e alla tutela del diritto d’autore.

L’operazione, convenzionalmente denominata “Leggenda svelata” e svolta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria Torino, ha riguardato alcune realtà imprenditoriali operanti nella produzione e commercializzazione di una specifica tipologia di apparecchi da intrattenimento, denominati “AWP/NewSlot2” , collegati al totalizzatore nazionale dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli.
Le attività traggono origine dal monitoraggio del territorio torinese nello specifico settore, che ha portato all’individuazione in alcune “sale slot” di apparecchi NewSlot2 su cui erano installati giochi che utilizzavano immagini di noti personaggi dei cartoni animati.

Perquisizioni anche in provincia di Imperia

A seguito dell’apposito interessamento della Procura della Repubblica di Torino, venivano da questa disposte, in fasi successive, estese di attività di perquisizione, eseguite in varie località del territorio nazionale, in particolare  nelle province di Torino, Imperia, Cesena, Roma, Milano e Ravenna.
All’esito di tali interventi è stato rilevato come nelle schede di gioco presenti in più apparecchi distribuiti dalle imprese d’interesse investigativo, installati o da installarsi all’interno di numerosi esercizi pubblici sull’intero territorio nazionale, fossero utilizzati software che riproducevano abusivamente le iconografie di personaggi registrati quali marchi figurativi e/o protetti da diritto d’autore: Speedy Gonzales; Flash; protagonisti della saga Batman (Joker, Catwoman, Harley Quinn e Riddler).
Si è contestualmente proceduto al sequestro probatorio delle molteplici schede ove erano caricati tali software,  operato – allo scopo di interrompere la diffusione e l’impiego dei dispositivi illeciti – anche con la collaborazione dei competenti Uffici dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, cui l’Autorità Giudiziaria ha demandato le attività di coordinamento con i concessionari di gioco finalizzate alla disconnessione dei dispositivi dal totalizzatore nazionale nonché al ritiro dei titoli autorizzativi di gioco e delle schede in questione dal mercato.
Queste ultime sono state poi concentrate presso l’impresa produttrice delle stesse, avente sede in provincia di
Torino.

Un illecito volume d’affari quantificato in 9,5 milioni di euro

Attraverso l’analitico esame della considerevole mole di documentazione contabile, extra-contabile e informatica  acquisita nel corso delle perquisizioni effettuate è stato altresì possibile ricostruire la filiera distributiva e i  flussi/volumi di vendita dei beni di interesse investigativo, pervenendo anche alla individuazione dei soggetti economici che rifornivano la società produttrice delle schede con i software recanti marchi contraffatti e contenuti lesivi del diritto d’autore.
È stato in tal modo ricostruito un quadro indiziario utile – all’attuale stadio del procedimento penale e ferma  restando la presunzione di innocenza fino a compiuto accertamento delle responsabilità – a rilevare le  responsabilità delle persone coinvolte, cui vengono contestati, a vario titolo, i reati di contraffazione e violazione  della legge sulla protezione del diritto d’autore. In particolare, trattasi degli amministratori e dei titolari di  imprese che hanno partecipato alle diverse fasi della produzione su scala industriale e della commercializzazione  delle schede in argomento, nei distinti momenti della:
• fabbricazione delle schede di gioco e degli apparecchi;
• produzione e dello sviluppo dei software, anche con detenzione del relativo “codice sorgente”;
• realizzazione della grafica dei giochi.
In tale quadro, si è complessivamente pervenuti all’individuazione e al materiale sequestro:
• di oltre 4.600 schede di gioco, pronte per l’uso o già installate sugli apparecchi da intrattenimento presenti su
tutto il territorio nazionale in molteplici esercizi commerciali e/o sale scommesse;
• dei “codice sorgente” dei relativi software;
• degli archivi grafici utilizzati (custoditi presso le società che rifornivano dei software l’impresa produttrice
delle schede);
• di circa 43 mila pezzi tra vetrofanie e manuali esplicativi, riportanti iconografie contraffatte.
Il tutto per un controvalore quantificato in circa € 9,5 milioni.

“L’attività esperita dal Nucleo di polizia economico-finanziaria Torino – conclude la nota firmata dal Generale Alessandro Langella del  Nucleo pef Gdf Torino –  rientra nel quadro dell’azione di contrasto  alla criminalità economico-finanziaria posta in essere dalla Guardia di finanza al fine di reprimere condotte  delittuose che rappresentano anche una forma di concorrenza sleale in danno delle imprese oneste e, nel  contempo, una grave violazione delle norme poste a tutela del corretto funzionamento del mercato e della  proprietà intellettuale.
“Si specifica, da ultimo, che si è conclusa la fase delle indagini preliminari del procedimento penale di riferimento  e che la responsabilità dei soggetti coinvolti potrà essere accertata soltanto con sentenza irrevocabile di  condanna, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza”.