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Meno del 40% alla libera balneazione

Spiagge libere: Taggia "fuorilegge" la querelle con Legambiente

"L'inganno è nella legge, i comuni che non la rispettano non rischiano nulla". Il sindaco Conio "Attacco pretestuoso ai nostri balneari".

Spiagge libere: Taggia "fuorilegge"  la querelle con Legambiente
Attualità Taggia, 29 Luglio 2022 ore 15:32

Secondo i dati raccolti da Legambiente, la Liguria è la regione peggiore d'Italia per la percentuale di arenile sabbioso destinato alla libera balneazione: quasi il 70% è destinato a stabilimenti balneari. Le dichiarazioni di Santo Grammatico - presidente regionale di Legambiente- hanno suscitato la reazione del sindaco di Taggia Mario Conio. Secondo quanto riporta Legambiente, la legge regionale impone che la percentuale di spiagge libere debba essere il 40%. Nella frazione balneare di Arma è poco meno del 20.

 

Spiagge Libere: a Taggia sono il 20% "In contrasto alla legge regionale"

In Liguria, effettivamente, la legge regionale obbliga ad aver almeno il 40% di spiagge libere, ma l’elaborazione di Legambiente, sui dati del ministero Infrastrutture e Trasporti, Regioni e Comuni del 2021, evidenzia un’occupazione percentuale di spiagge in concessione per i comuni di Laigueglia 92,5%, Diano Marina 92,2%, Alassio 88,2%, Santa Margherita Ligure 87,4%, Rapallo 86,5%, Spotorno 86,1%, Celle Ligure 82,6%, Taggia 80,3%, Varazze 78,3%, Noli 77,8%, Albissola Superiore 77,7%, Albissola Marina 75,6%.

 

"Sanzioni ai comuni che non rispettano la legge"

«Chiediamo ai sindaci e ai politici regionali di avviare questa ricognizione – dice in merito Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria – e di cominciare a mettere mano alla pianificazione degli spazi demaniali, per non arrivare in ritardo alle scadenze fissate dall’Unione europea e subire multe che sarebbero a carico di tutti i cittadini. La Regione inserisca nella legge ligure del 2008, che prevede il 40% di spiagge libere, sanzioni economiche per quei Comuni che non la rispettano. Con l’iniziativa della presa della battigia, organizzata recentemente dal Coordinamento nazionale Mare libero e svolta in collaborazione con Adiconsum, abbiamo chiesto l’istituzione di un tavolo di relazione con gli enti locali per portare il contributo associativo e le richieste della società civile, ancora non abbiamo avuto risposta nel merito».

 

"L'inganno: i comuni fuorilegge non rischiano nulla"

«In questo caso – prosegue Grammatico – non è stata fatta la legge e poi trovato l’inganno, ma si è messo direttamente l’inganno dentro la legge, non prevedendo importanti sanzioni economiche per i comuni inadempienti. Dal 2008 amministrazioni fuorilegge non hanno avuto alcuna conseguenza e la Regione Liguria è additata a livello nazionale e europeo come pessimo esempio per questa gestione. Abbiamo già chiesto e ribadiamo la necessità di spostare il dibattito e le azioni oltre la direttiva Bolkestein avviando questa transizione al nuovo modello di gestione delle spiagge e garantendo certezze sia ai balneari, che sono stati letteralmente ingannati con il miraggio delle deroghe alle loro concessioni, sia ai cittadini garantendo la fruibilità pubblica delle spiagge».

"Un attacco pretestuoso"

Leggo sui giornali online le dichiarazioni del presidente regionale di Legambiente, critico riguardo la situazione delle nostre spiagge libere - comunica Mario Conio, sindaco di Taggia- Mi sembra un comunicato pretestuoso, volto non tanto a tutelare le nostre coste, quanto piuttosto ad attaccare ancora una volta un comparto economico, come i nostri balneari, che tanto hanno fatto per le nostre comunità".

"Ci tengo a chiarire -
continua Conio - che il nostro comune, tirato in ballo da Legambiente, da tempo immemore ha una situazione consolidata sul proprio litorale, che permette ai cittadini e ai tanti turisti che ci raggiungono in estate, di scegliere liberamente tra spiagge libere, libere attrezzate e in concessione. Esiste un’ampia possibilità di scelta e a tutti è ovviamente garantita la possibilità di scegliere il servizio più adatto alle proprie esigenze. 

"Voglio anche sottolineare -
conclude - come tutti i concessionari, troppo spesso criminalizzati, hanno sempre svolto un lavoro fondamentale di tutela e salvaguardia del nostro litorale, nel rispetto delle regole e offrendo importanti servizi. Siamo e saremo chiamati a un lavoro complesso e difficile, che necessita equilibrio e buon senso; prese di posizione poco equilibrate non sono utili al raggiungimento di nessun obiettivo". 

I dati

In Liguria, complessivamente ci sono 114 km di spiagge: il totale delle concessioni demaniali è di 9.7071.198 concessioni per gli stabilimenti balneari, 325 tra campeggi, circoli sportivi e complessi turistici che comportano un’occupazione del suolo del 69,9%.
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