Sono disponibili i dati definitivi 2025 su arrivi e presenze in provincia di Imperia. Il presidente provinciale di Federalberghi Confcommercio, Davide Trevia, analizza l’andamento limitatamente alle strutture alberghiere. Per gli appartamenti, precisa, l’introduzione in corso d’anno dell’obbligo del codice Cin rende poco comparabili i dati con il 2024.
Presenze in calo, stranieri più stabili
“A livello nazionale, regionale e provinciale possiamo parlare di una stagione non straordinaria, ma normale”, spiega Trevia.
In provincia di Imperia le presenze scendono del 4%, con un calo marcato degli italiani (-7,6%), mentre gli stranieri tengono. La Liguria contiene la flessione all’1%.
Arrivi in aumento in provincia
Migliore il dato sugli arrivi: Imperia cresce del 3,7%, con italiani a +3% e stranieri a +4%. A livello regionale l’incremento è dell’1,3%.
Le città: chi tiene e chi arretra
Sul fronte presenze, in Liguria guida Genova (-0,7%). Seguono:
Sanremo, seconda in regione dopo aver superato Diano Marina, ma in calo del 3,3% (-11% italiani, +2% stranieri);
Diano Marina, che perde il 9% complessivo (-13% italiani, -2% stranieri);
Finale Ligure (-0,4%);
Alassio (+0,4%).
Performance positiva per Loano (+17%), con crescita sia di italiani sia di stranieri. Bene anche San Bartolomeo al Mare (+3,5%) e Imperia (+0,04%). In forte difficoltà Ventimiglia, che registra un -19% (-24% italiani, -15% stranieri).
Arrivi: quasi tutte le località in crescita
Sul fronte arrivi, la maggior parte delle città segna aumenti:
Genova +4,79%
Sanremo +4,8%
La Spezia +3,5%
Alassio +2%
Finale Ligure +0,1%
Diano Marina +4,2%
San Bartolomeo al Mare +5,9%
Imperia +3,5%
Bordighera +4,6%
Taggia +7,9%
Cervo +3,9%
Unica eccezione ancora Ventimiglia, in calo del 5,6%.
Vacanze sempre più brevi
L’aumento degli arrivi a fronte del calo delle presenze comporta una riduzione della permanenza media.
In Italia la vacanza media è di 3,2 giorni; in Liguria scende a 3 giorni. La regione con la permanenza più lunga è la Calabria (4,6 giorni), seguita da Sardegna e Trentino (4 giorni). Negli anni ’60 la media era di 6,2 giorni.
In provincia di Imperia la durata media è di 3,3 giorni. Nel dettaglio:
Diano Marina: 4,8 giorni
San Bartolomeo al Mare: 4 giorni
Bordighera: 3,5 giorni
Imperia: 2,8 giorni
Ventimiglia: 2,5 giorni
Sanremo: 2,4 giorni
A Genova la permanenza media è di 2 giorni.
Un turismo più “veloce”
“I dati indicano che il territorio resta attrattivo, ma gli ospiti si fermano meno”, osserva Trevia. “Cambia il modo di concepire la vacanza: si viaggia più volte l’anno, ma per periodi più brevi”.
Per questo, sottolinea, è necessario che gli operatori si adattino e che la politica investa in infrastrutture: più treni, rete autostradale scorrevole e collegamenti diretti con gli aeroporti vicini. “Chi si ferma meno ha bisogno di rapidità negli spostamenti”.
L’evoluzione dell’ospitalità in Italia
Il cambiamento riguarda l’intero comparto. In Italia operano 33 mila strutture alberghiere per un totale di un milione di camere, pari al 13% del Pil nazionale. Il Paese detiene la maggiore capacità ricettiva alberghiera in Europa.
È mutata anche la distribuzione delle categorie: nei primi anni 2000 il 50% dell’offerta era costituito da hotel a 1-2 stelle, il 42% da 3 stelle e solo l’8% da 4-5 stelle. Nel 2026, invece, il 55% è composto da 3 stelle, il 20% da 1-2 stelle, il 22% da 4 stelle e la restante quota da 5 stelle.
Il settore si regge anche su una forte componente di lavoratori stranieri: il 28% degli addetti proviene dall’estero. Il Trentino raggiunge il 40%, mentre la Liguria si attesta al 35%. Le principali nazionalità impiegate sono Romania, Albania e Bangladesh.
Quanto ai turisti più affezionati all’Italia, spiccano tedeschi e americani.