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Sanremo

Un cestino "mangiarifiuti" nelle acque di Portosole

Un "bidone" galleggiante che aspira litri di acqua e filtra elementi inquinanti come plastiche, microplastiche, lattine e mozziconi.

Un cestino "mangiarifiuti" nelle acque di Portosole
Attualità Sanremo, 08 Giugno 2021 ore 14:16

È in funzione da questa mattina, al Portosole di Sanremo, un nuovo cestino “mangiarifiuti” Seabin, donato da Coop alla città nell’ambito della campagna ambientalista “Un mare di idee per le nostre acque”, realizzata in partnership con LifeGate, che prevede di collocare 46 Seabin nelle acque di mari, fiumi, laghi di tutta Italia, per ridurre l’inquinamento da plastica e microplastiche.

 

Qun cestino mangiarifiuti nelle acque di Sanremo

All’evento di Sanremo, che ha coinciso con la Giornata Mondiale degli Oceani, hanno partecipato la barca a vela “Anywave”, la prima ad aver istituito a bordo la figura del “RECO” Responsabile ecologico, e testimonial noti per il loro impegno ambientalista, come il navigatore in solitaria Ambrogio Beccaria e la conduttrice tv e blogger Tessa Gelisio.

 

Il progetto Seabin

Quello di Sanremo è il terzo Seabin donato da Coop alla Liguria: due sono già stati installati nel 2019 e nel 2020, presso il porticciolo di Marina Genova a Sestri Ponente, e un quarto sarà posizionato a Portofino entro giugno. Dal momento delle prime due installazioni (il 27 marzo del 2019 e il 28 luglio del 2020), i Seabin di Marina Genova hanno raccolto oltre 5.200 chilogrammi di rifiuti galleggianti, pari al peso di oltre 350.000 bottiglie di plastica da mezzo litro.

 

Eventi collaterali

In concomitanza con l’installazione del Seabin a Sanremo, Coop Liguria ha previsto una serie di eventi collaterali rivolti ai Soci e alle associazioni del territorio: approfittando della presenza della barca a vela “Anywave”, sono state proposte visite alla barca e veleggiate per apprendere il Decalogo dei comportamenti che i diportisti e tutti noi dovremmo adottare per evitare di inquinare i mari.

 

Come funziona il Seabin

Il Seabin è un cestino “speciale” che, galleggiando a pelo d'acqua e grazie al lavoro della pompa interna è in grado di filtrare fino a 25.000 litri d'acqua all'ora, catturando i rifiuti che incontra, dai più grandi fino alle microplastiche. È in grado di lavorare 24 ore su 24, sette giorni su sette, e necessita di interventi di svuotamento e pulizia. Di norma un Seabin raccoglie per il 70% rifiuti composti da materiali dannosi per l’ambiente come plastica, microplastiche, materiali metallici (latte, lattine), mozziconi di sigarette, materiali assorbenti igienici e bastoncini per orecchie; per un 20% massa organica umida contaminata (legno, foglie, rami, pezzi di legno e alghe) rispetto alla quale nei Seabin già posizionati si notano diversi frammenti di plastica e polistirolo rimasti intrappolati, soprattutto nel materiale algale; infine per un 10% massa organica umida non contaminata.

 

Rispetto ai rifiuti plastici facilmente identificabili, in ordine di rilevanza quantitativa troviamo: bottiglie, imballaggi alimentari, bicchieri, tappi, sacchetti, cannucce e cucchiaini.

 

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