Nel caso calcistico dell’anno, la contestatissima espulsione di Pierre Kalulu, vittima della clamorosa simulazione con tanto di esultanza di Alessandro Bastoni nel derby d’Italia Inter-Juventus, c’è un super testimone imperiese: è l’esperto Stefano Alassio, che sabato scorso era uno dei due assistenti dell’arbitro Federico La Penna (l’altro era Filippo Meli di Parma) da due giorni sul banco degli imputati per aver di fatto falsato il risultato finale che ha regalato la vittoria all’Inter per 2-1, con la Juventus in 10 uomini per tutto il secondo tempo.
Perché La Penna non si è confrontato con Alassio prima di ammonire Kalulu?
Alassio, prima arbitro e assistente arbitrale internazionale di lungo corso e grandissima esperienza, come si vede dalla foto che pubblichiamo, era a pochi metri dall’azione. Non è chiaro se abbia avuto modo di vedere l’eventuale fallo subito da Bastoni (le immagini chiariscono che Kalulu sfiora appena un braccio del difensore interista e non c’è altro contatto), ma anche se avesse visto non gli è stato neppure dato modo di intervenire: l’arbitro la Penna è subito corso verso il giocatore juventino con il cartellino giallo in mano e quello rosso a seguire.
Una fretta davvero eccessiva quella del direttore di gara, consapevole del peso che una sua decisione avrebbe avuto, tanto che i cartellini giallo e rosso sono stati estratti in rapidissima successione. Forse un consulto con il collega Stefano Alassio (il regolamento lo prevede espressamente) che come chiariscono le immagini aveva la visuale libera per giudicare l’entità del fallo, avrebbe evitato all’arbitro La Penna di scatenare un putiferio nazionale senza precedenti.