Quattro barberie abusive gestite da stranieri sono state chiuse dalla polizia locale di Ventimiglia, al termine di un’indagine nel settore delle attività di acconciatore operanti sul territorio comunale, che si è conclusa con un totale di sei indagati.
Obiettivo degli accertamenti: la verifica del rispetto dei requisiti normativi
con particolare attenzione alla sussistenza dei titoli professionali richiesti per l’esercizio dell’attività. L’attività di accertamento, condotta anche tramite l’analisi documentale delle pratiche depositate presso lo Sportello unico Attività produttive, ha consentito di appurare che i quattro esercizi operavano avvalendosi di attestazioni professionali prive di validità giuridica, rilasciate da enti non accreditati e non inseriti nei cataloghi regionali ufficiali dell’offerta formativa. Terminate le indagini, gli agenti hanno trasmesso quattro informative di reato alla procura di Imperia, denunciando sei persone.
Le ipotesi di reato contestate sono riconducibili
all’esercizio abusivo della professione e al falso ideologico in certificati e attestazioni. Contestualmente è stato disposto il sequestro della documentazione oggetto di accertamento e sono state elevate sanzioni amministrative pari a 500 euro ciascuna.
L’indagine ha presentato profili di particolare complessità tecnico-documentale
richiedendo un’approfondita analisi comparativa dei titoli abilitativi provenienti da diversi contesti regionali, verifiche incrociate con banche dati istituzionali e registri ufficiali, nonché interlocuzioni con le amministrazioni regionali competenti per accertare la legittimità dei percorsi formativi dichiarati.
“Tale attività rientra nell’ambito di un più ampio rafforzamento dei controlli disposti a fronte del significativo incremento di nuove aperture di barberie e attività di parrucchieri registrato negli ultimi mesi – dichiara il sindaco di Ventimiglia, Flavio Di Muro -. Ringraziamo per l’attività la polizia locale e l’Ufficio di polizia amministrativa, che hanno adottato i provvedimenti di propria competenza, disponendo la cessazione immediata delle attività nei confronti dei quattro esercizi risultati privi dei prescritti requisiti professionali, tutti gestiti da soggetti extracomunitari, anche e soprattutto a tutela della salute e della sicurezza dei fruitori dei predetti servizi”.
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