Provincia

Anche il consigliere Cascino contro nuova classificazione comuni montani

Presentata una mozione al presidente Scajola per farsi portavoce delle istanze degli enti esclusi con governo centrale e ministero

Anche il consigliere Cascino contro nuova classificazione comuni montani

Nel dibattito sulla nuova classificazione dei comuni montani (basata esclusivamente sull’altimetria e pendenza), interviene anche il neo eletto Consigliere provinciale Gabriele Cascino, PD (consigliere di opposizione nel parlamentino di Taggia) con una mozione presentata al presidente Claudio Scajola. 

 

Anche Cascino contro la nuova classificazione dei comuni montani

La nuova impostazione, descritta nell’articolo 2 della legge 12 settembre 2025, n. 131 (la cosiddetta Legge Montagna) basata quasi esclusivamente su parametri altimetrici e di pendenza, rischia di escludere numerosi Comuni che, pur non raggiungendo determinate soglie di quota, vivono comunque importanti condizioni strutturali di forte fragilità: carenza di servizi essenziali, isolamento infrastrutturale, spopolamento, declino demografico e rischio idrogeologico.
«La montagna non può essere definita solo dall’altitudine – sottolinea Cascino – ma dalla difficoltà concreta di vivere e amministrare un territorio. Ridurre tutto a un criterio numerico significa ignorare anni di politiche di riequilibrio e mettere a rischio Comuni che già oggi faticano a garantire servizi fondamentali ai cittadini».

Una mozione in Consiglio provinciale

Secondo le stime indicate da Cascino,  a livello nazionale i Comuni esclusi dalla nuova classificazione sarebbero circa 1.400, di cui una sessantina in Liguria, con conseguenze rilevanti sull’accesso ai fondi statali, agli incentivi economici e alle deroghe amministrative previste per le aree montane. La mozione impegna il Presidente della Provincia a farsi portavoce presso il Governo e il Ministro per gli Affari Regionali affinché vengano introdotti correttivi ai criteri di classificazione, riconoscendo una definizione multidimensionale della “condizione montana”, e a promuovere un confronto istituzionale con Regione Liguria, Uncem ed enti locali.
«Condivido pienamente – aggiunge Cascino – le preoccupazioni sollevate dai Comuni di Airole e Dolceacqua, che stanno portando all’attenzione delle istituzioni gli effetti distorsivi di questa riforma. A loro, come a tutti i Comuni dell’imperiese coinvolti, confermo la mia piena disponibilità a lavorare insieme per evitare un grave danno ai territori e alle comunità locali».