GIUSTIZIA

Assolto per un’inchiesta ad Aosta il magistrato Longarini, attuale giudice civile a Imperia

Era imputato per induzione indebita, rivelazione di segreto d'ufficio e favoreggiamento nell'ambito di un procedimento per il quale finì ai domiciliari

Assolto per un’inchiesta ad Aosta il magistrato Longarini, attuale giudice civile a Imperia
Imperia, 05 Novembre 2020 ore 19:07

Assolto il magistrato Pasquale Longarini

La Corte d’appello di Milano ha assolto Pasquale Longarini, ex procuratore facente funzioni di Aosta, ora giudice civile a Imperia. Era imputato per induzione indebita, rivelazione di segreto d’ufficio e favoreggiamento nell’ambito di un procedimento per il quale il 30 gennaio 2017 era finito ai domiciliari. E’ stata così confermata la sentenza di primo grado del gup Guido Salvini.

Longarini era accusato di induzione indebita, rivelazione di segreto d’ufficio

e favoreggiamento nell’ambito di un procedimento per il quale il 30 gennaio 2017 era finito ai domiciliari. Sono coimputati l’imprenditore Gerardo Cuomo (ribadita la richiesta di due anni di reclusione) e l’albergatore Sergio Barathier (ribadita la richiesta di due mesi): per loro l’accusa è solo di induzione indebita (entrambi erano stati assolti in primo grado). Il processo in Corte d’appello a Milano è in corso.

Secondo gli inquirenti, Longarini fino al 31 gennaio 2016 “abusando delle sue qualità o dei poteri di pubblico ufficiale”, “essendo titolare di un procedimento penale a carico di Barathier per gravi reati, in accordo con Cuomo, sollecitava Barathier ad effettuare forniture di prodotti dal Caseificio valdostano per l’albergo Royal e Golf, cui in effetti Barathier procedeva, assumendo ordini del valore di circa 70-100 mila euro”.

Inoltre nell’aprile 2015 il magistrato, sempre secondo l’accusa, “in qualità di pubblico ministero di Aosta, aiutava Gerardo Cuomo ad eludere le investigazioni condotte dalla Dda di Torino” in un “procedimento penale” in “materia di criminalità organizzata, rivelandogli, in violazione dei doveri inerenti alle funzioni, il fatto di essere questi sottoposto ad intercettazioni telefoniche, informazione che il pm di Aosta aveva appreso dai carabinieri di Aosta per ragioni del proprio ufficio, in quanto titolare di procedimenti collegati”.

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