Cronaca

Clamoroso: biglietti da visita al posto dei rubli, truffato per 100mila euro

Un uomo d'affari russo, di 63 anni, residente in Olanda, è stato truffato da due quarantenni pregiudicati: un calabrese e un romano

Clamoroso: biglietti da visita al posto dei rubli, truffato per 100mila euro
Cronaca Sanremo, 25 Luglio 2017 ore 13:03

Truffato uomo d'affari russo

Al posto dei rubli centinaia di biglietti da visita

Un uomo d'affari russo, di 63 anni, residente in Olanda, è stato truffato da due quarantenni pregiudicati: un calabrese e un romano (successivamente denunciati dalla polizia) che a Sanremo gli hanno cambiato centomila euro con centinaia di finti rubli utilizzati come biglietti da visita da un ristorante italiano.

L'uomo avvicinato nel Principato di Monaco

L'uomo, nei confronti del quale sono in corso indagini per risalire alla provenienza di quel denaro (tra l'altro introdotto, al nero, in Italia), è stato avvicinato in un albergo del Principato di Monaco. Uno dei due, che si è spacciato per ex gioielliere, ha proposto una prima operazione di cambio pari a ventimila euro, che è andata a buon fine. Il russo ha consegnato gli euro ed ha ritirato i rubli, quelli veri. In questa maniera ed invitando quest'ultimo a cena, i due truffatori hanno conquistato la sua fiducia e gli hanno proposto un'operazione ancora più allettante: il cambio di centomila euro in rubli, a condizioni assai vantaggiose.

La truffa si concretizza a Sanremo

Il russo accetta, ma i due gli dicono che per questa operazione devono incontrarsi nel proprio ufficio di Sanremo. Fissano un appuntamento e uno di loro accompagna il russo nell'ufficio di via della Visitazione, dove una giovane donna, dopo aver preso in consegna la valigetta con centomila euro, si asseta un attimo e sparisce. Il russo chiede spiegazioni e l'italiano, vistosi ormai scoperto, gli lancia una valigetta con i finti rubli all'interno e scappa pure lui.

L'uomo scopre subito che al posto del denaro, ci sono dei biglietti da visita ed avverte la polizia. Gli agenti - coordinati dal primo dirigente Maurizio Stefanizzi - alla fine, riescono, grazie anche al riconoscimento fotografico, a identificare i due uomini, che vengono denunciati, ma chi sia la donna resta tuttora un mistero.

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