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IL CASO

Bimba con intenti suicidi tolta ai genitori islamici, Piccardo: "Clamoroso equivoco"

"Il padre le ha tolto il telefonino, perché si stava connettendo a un gioco pericoloso, non so se vi ricordare il caso della 'balena blu'"

Bimba con intenti suicidi tolta ai genitori islamici, Piccardo: "Clamoroso equivoco"
Cronaca Imperia, 13 Maggio 2021 ore 15:12

Secondo il leader degli islamici in Italia si tratta di clamoroso equivoco

"Un caso molto triste di una ragazzina tolta alla famiglia sulla base di clamoroso equivoco. Il padre le ha tolto il telefonino, perché si stava connettendo a un gioco pericoloso, non so se vi ricordare il caso della 'balena blu', lei ha avuto una scena isterica e le ha dato un solo schiaffo. Parliamo di una famiglia per bene".

Il leader delle comunità islamiche italiane Roberto Hamza Piccardo, nel corso dell'odierna festa di Id al Fitr, a Imperia, è intervento sul caso della ragazzina di 12 anni, di Imperia, tolta alla potestà dei genitori, e affidata a una comunità, per aver manifestato intenti suicidi, il quanto il padre le avrebbe tolto il telefonino, obbligandola a frequentare soltanto amici islamici. Durante la festa Piccardo ha lanciato un appello a tutti i fedeli, affinché firmino una petizione: "che non ha valore legale - ha precisato - ma è per dare il segno della vicinanze della nostra comunità a questa famiglia".

Così è scritto nella petizione

E’ scritto nella petizione: "I fatti sono inquietanti: prelevata dagli agenti della squadra mobile della Questura di Imperia nella scuola media cittadina che frequentava, la bambina è stata sottratta alla famiglia che l’ha cresciuta, nutrita, amata per 12 anni e che, dopo due settimane, non ha ancora potuto riabbracciare".

E ancora: "Un certo pregiudizio nei confronti della nostra cultura e tradizione potrebbe aver giocato un ruolo negativo nella valutazione dei fatti e pertanto oggi abbiamo una famiglia traumatizzata: i suoi fratelli temono di essere sequestrati e non vogliono uscire di casa, la madre, incinta, non ha più lacrime, il padre teme, lasciando il domicilio, di non ritrovare più i suoi cari al ritorno".

E rincara la dose: "Quelle istituzioni che avrebbero dovuto proteggerli si sono invece mosse con insensibile goffaggine e ora sono percepite come insensibili e ostili. Non hanno avuto coraggio di affrontare la situazione, la scuola, i servizi sociali, le forze dell’ordine, la Procura dei minori tutti preoccupati di proteggersi anche a spese dei soggetti che avrebbero dovuto tutelare". Conclude: "Oggi chiediamo che almeno si riduca il danno già fatto, velocizzando la pratica e anticipando quanto più possibile l’audizione della bambina fissata per il 5 luglio e che le si permetta di incontrare, anche eventualmente in ambiente protetto, i membri della sua famiglia".

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