A marzo avrebbe dovuto comparire davanti al giudice di Imperia per ottenere l’affidamento e il mantenimento delle tre figlie di 10, 9 e 2 anni: Emanuela Aiello, 43 anni, la donna di Bordighera arrestata con l’accusa di omicidio preterintenzionale per la morte di Beatrice, la figlioletta più piccola, trovata morta a casa nella mattinata di ieri.
La sua convivenza con il marito M.R., attualmente in carcere
era terminata lo scorso mese di agosto e la donna si era ritrovata sola. Difesa dagli avvocati Laura Corbetta e Bruno Di Giovanni, Emanuela ha riferito ai carabinieri che la piccola era caduta dalle scale nei giorni scorsi e che stava bene, ma ieri mattina le sue condizioni sono peggiorate e così ha chiamato un’ambulanza.
Le sue parole però sono state smentite
sia dalla prima relazione del medico legale che dalle analisi dei suoi spostamenti con le telecamere. Secondo il medico legale sul corpo della bambina sono presenti numerosi traumi volontari di cui alcuni provocati da oggetti contundenti.
Gli inquirenti hanno ascoltato fino all’una della scorsa notte
i nonni materni e paterni di Beatrice per ricostruire il quadro familiare in cui si è consumata la tragedia. Emanuela è ora detenuta presso la sezione femminile del carcere di Pontedecimo, a Genova e giovedì mattina dovrà comparire davanti al gip di Imperia per l’interrogatorio di convalida. Le indagini sono coordinate dal procuratore Alberto Lari con il pm Veronica Meglio.