E’ iniziata, oggi, da parte dei carabinieri del Reparto Investigazioni Scientifiche (Ris) di Parma, la campionatura dei reperti acquisiti, nei giorni scorsi, in casa di Manuel I., accusato di omicidio preterintenzionale in concorso con la compagna Emanuela Aiello, 43 anni, quest’ultima in carcere a Torino per la morte della figlioletta più piccola, Beatrice, trovata priva di vita, il 9 febbraio scorso, nella sua abitazione di Montenero, a Bordighera.
Si tratta dell’analisi dei tamponi effettuati sulle macchie
di presunto materiale organico e non trovate in casa dell’uomo, a Perinaldo, per valutare se possano emergere elementi utili per ricostruire la morte della bambina, che secondo l’accusa del pm Veronica Meglio, di Imperia, sarebbe deceduta a Perinaldo e trasportata (ormai cadavere) dalla madre, la mattina seguente, a Bordighera, dove poi sono stati allertati i soccorsi.
La donna, però, si è sempre dichiarata innocente
dicendo che la piccola è morta per una caduta dalle scale. Sulla presunta impronta di una scarpa sulla gamba della bambina, il difensore del compagno, l’avvocato Cristian Urbini, sostiene che si tratti di congetture.