La sentenza

Caso Migliorini: il Tar dà ragione al presidente Scajola

C'era conflittualità tra la dirigente messa da parte e il presidente. Ma il riassetto dei vertici amministrativi è lecito

Caso Migliorini: il Tar dà ragione al presidente Scajola

La Prima Sezione del Tar Liguria in parte ha respinto e in parte ha dichiarato inammissibile  il ricorso presentato dall’ingegnera Patrizia Migliorini, dirigente della Provincia di Imperia, attualmente collocata in disponibilità, per l’annullamento del decreto presidenziale del 2025 avente ad oggetto la “Riorganizzazione della macrostruttura dell’Ente” e la conseguente riassegnazione degli incarichi dirigenziali. In quell’occasione le figure apicali della macchina amministrativa della provincia scesero da sei a quattro, con Migliorini in panchina.

 

Caso Migliorini: il Tar dà ragione al presidente Scajola

Per il Tribunale amministrativo, regge la razionalizzazione della macrostruttura provinciale voluta dal presidente della provincia Claudio Scajola. Per Patrizia Migliorini, impegnata dal 2023 in un duro braccio di ferro con il presidente, quest’ultimo non avrebbe avuto la competenza per decidere del riassetto provinciale, un compito che spetterebbe al consiglio dell’ente. Inoltre violazione delle garanzie partecipative, sostenendo che ai dirigenti fosse stato dato un termine per presentare osservazioni, ma che il provvedimento fosse stato adottato prima che quel termine potesse concretamente essere utilizzato. La ricorrente – ex apice del Servizio idrico integrato, Tutela ambientale e Gestioni Stabili  – difesa dall’avvocato Armando Gavalero di Genova, puntava il dito contro  il difetto di motivazione, sostenendo che gli atti fossero fondati su ragioni generiche o inconsistenti, e ha contestato anche la modifica del regolamento degli uffici, che a suo avviso avrebbe introdotto una nuova ipotesi di revoca degli incarichi dirigenziali. Tutti aspetti che il Tar ha respinto.

 

La conflittualità c’è, ma non è alla base della riorganizzazione

I giudici amministrativi hanno anche cassato le osservazioni  di Migliorini sul fronte politico amministrativo, dove si giocava la battaglia più interessante per le cronache locali. La dirigente sosteneva che il riassetto della macrostruttura fosse nato per estrometterla. Per i giudici – che hanno comunque riconosciuto lo stato di profonda conflittualità con la presidenza – pesano sia le modalità riorganizzative che il fattore temporale. La riorganizzazione sarebbe arrivata due anni dopo al primo strappo pubblico tra Migliorini e Scajola che, dal canto suo, lamentava gravi inadempienze. Il Tar non ha ammesso tutta la parte relativa al rapporto di lavoro, che spetterebbe al giudice ordinario.

 

«I dirigenti devono essere celeri ad attuare gli indirizzi della politica»

«L’Amministrazione provinciale – scrive il presidente Scajola –  non ha mai inteso fare azioni contro nessuno. Personalmente ho sempre inteso che una buona Amministrazione si basa sugli indirizzi della politica e sulla capacità dei dirigenti nell’attuazione degli indirizzi e nella soluzione dei problemi nel tempo più celere. La sentenza conferma l’operato lineare dell’Amministrazione provinciale di Imperia».