Emergenza sanitaria

Coronavirus, in Italia la mortalità raggiunge i livelli di marzo

Coronavirus, in Italia la mortalità raggiunge i livelli di marzo

Coronavirus, in Italia la mortalità raggiunge i livelli di marzo
08 Novembre 2020 ore 11:13

La mortalità giornaliera in Italia ha raggiunto i livelli di marzo: lo testimonia l’ultimo report del SISMG, il Sistema di Sorveglianza della Mortalità Giornaliera.

Coronavirus, in Italia la mortalità raggiunge i livelli di marzo

Un’immagine è chiarificatrice più di mille parole, e il grafico dell’andamento stagionale della mortalità, all’ultimo aggiornamento del SISMG (alla 43esima settimana del 2020, cioè quella del 21-27 ottobre: si tratta infatti di dati che richiedono tempo per essere raccolti, aggregati e certificati) mostra come in Italia si sia raggiunto un tasso di mortalità giornaliero ai livelli di metà marzo, poco prima del picco assoluto della prima ondata di Covid-19. Ma la situazione nel contesto è anche peggiore: l’eccesso di mortalità è infatti ancora maggiore, poiché si discosta da una baseline (la mortalità prevista sulla base della media di quanto avvenuto nei 5 anni precedenti) significativamente più bassa ad ottobre rispetto a quella normale per il mese di marzo, quando la stagione influenzale (che, come mostrato nel grafico, è uno dei principali fenomeni che il SISMG monitora normalmente) è appena uscita dal picco e provoca anch’essa ancora una mortalità sensibilmente superiore a quella delle altre stagioni dell’anno.

Questo, però, non significa che nei singoli territori l’estensione della pandemia e delle sue conseguenze siano agli stessi livelli di marzo: il grafico, infatti, ci mostra il totale nazionale, e questa seconda ondata, a differenza della prima, sta colpendo con una relativa uniformità in tutto il Paese, mentre la scorsa primavera si era concentrata massicciamente nel solo Nord Italia, e con essa lì si concentravano anche gran parte dei decessi. Come la seconda immagine testimonia, infatti, l’eccesso di mortalità è analogo tra Nord e Centro-Sud. Ossia, al Sud la situazione è chiaramente più grave di quella della scorsa primavera, quando la mortalità giornaliera era rimasta pressoché invariata, mentre al Nord non si sono ancora raggiunti gli stessi picchi: sebbene, purtroppo, l’andamento per il momento è ancora in crescita e lo è stato anche per queste due settimane, seguenti a questi ultimi dati aggiornati al 27 ottobre, cosa che ci deve far prevedere prossimi bollettini SISMG ancora più allarmanti di questo. Per ricordare infatti il trend di queste settimane, è necessario citare come al 27 ottobre i nuovi contagi giornalieri fossero stati 25mila ed i morti di Covid 205 (dal bollettino del giorno seguente, 28 ottobre): nel bollettino di ieri, 7 novembre, i nuovi casi sono stati quasi 40mila ed i morti di Covid segnalati ben 425.

Il SISMG è lo strumento che viene utilizzato per monitorare l’andamento della mortalità nazionale sulla base del campione di una ventina delle città più popolose d’Italia, e registra – coi dati in arrivo direttamente da ciascuna anagrafe comunale – tutti i decessi avvenuti per qualsiasi causa. Il sistema è attivo tutto l’anno e permette di identificare picchi molto più alti del previsto, e con essi evidenziare anomalie come quelle causate in questo caso, ovviamente, dalla pandemia di Covid-19. Non necessariamente solo per quanto riguarda i morti direttamente di Covid, ma in generale l’eccesso di mortalità che può essere in parte attribuibile anche indirettamente al Covid, ad esempio a causa della sofferenza del Sistema Sanitario che, impegnato a fronteggiare l’emergenza e con gli ospedali sovraccarichi, fatica a rispondere tempestivamente e con efficacia alle esigenze mediche anche di pazienti di altra natura.

Pertanto, questo sistema di monitoraggio taglia dunque anche le gambe a qualsiasi polemica riguardante i proverbiali “morti di Covid o con Covid”, o ancora riguardo le morti prevalentemente fra gli anziani con patologie pregresse, argomento spesso utilizzato con l’implicita insinuazione che “sarebbero dovuti comunque morire”. I numeri, ancora una volta, parlano chiaro: ogni giorno, tutti i giorni, muoiono molte, moltissime persone in più della norma; ossia muoiono molte persone che, senza il Covid-19 e l’impatto che esso sta avendo sul nostro sistema, sarebbero rimaste con noi. Con o senza altre patologie pregresse.

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